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Genetica, un embrione con tre Dna contro le malattie ereditarie

In Gran Bretagna è stato creato un embrione con il Dna di un uomo e due donne. L'obiettivo è quello di ottenere cure efficaci per alcune gravi malattie ereditarie.

L'esperimento è stato condotto in laboratorio da un'équipe dell'università di Newcastle che ha utilizzato 10 embrioni con gravi anomalie scartati per i tradizionali trattamenti di fecondazione. Quelli creati, poi, sono stati distrutti dopo sei giorni. Secondo gli scienziati di Newcastle, grazie a questa nuova tecnica le donne con difetti nel Dna mitocondriale - causa di epilessia, cecità, sordità, disturbi muscolari e dello sviluppo - non trasmetterebbero la malattia ai figli.

Il dottor Patrick Chinnery, membro dell'équipe, ha spiegato: "In linea di principio siamo convinti di poter sviluppare questa tecnica e offrire una cura in un futuro prossimo per poter dare alle famiglie la speranza di non trasmettere ai figli la malattia". Secondo quanto affermato dai ricercatori, un bambino generato attraverso questo tipo di tecnica avrebbe elementi genetici di tre diverse persone ma il Dna nucleare, ossia quello che regola l'aspetto fisico e altre caratteristiche della persona, non verrebbe dalla cellula uovo del terzo donatore.

L'esperimento potrebbe determinare importanti risultati. Quando, infatti, a causa di anomalie genetiche i mitocondri - che forniscono energia alle cellule - non funzionano nel modo corretto non riescono a consumare completamente cibo e ossigeno e creano quindi accumuli tossici responsabili di circa 50 malattie che possono portare alla morte. Con questa nuova tecnica il nucleo di una cellula uovo fecondata in vitro viene rimosso e inserito nella cellula uovo di una donatrice, il cui Dna è stato rimosso. In questo modo il Dna nucleare del feto è di entrambi i genitori mentre quello mitocondriale appartiene a una terza persona.

Non tutti però hanno accolto con entusiasmo l'esperimento. Per alcuni gruppi in difesa della vita della Gran Bretagna, come il 'Comment on Reproductive Ethics', è "pericoloso e rischioso: un passo in avanti verso la creazione di bambini su misura". Anche il genetista Bruno Dalla Piccola solleva qualche dubbio. "Esperimenti simili sono stati fatti anche in Italia per ringiovanire, ad esempio, le cellule uovo di donne anziane ma quello delle malattie mitocondriali è un campo complesso. - ha detto il professore - La prova del nove sarebbe vedere se al momento della nascita si può dimostrare che i mitocondri sono effettivamente del terzo partner. Dal punto di vista teorico può funzionare - ha aggiunto Dalla Piccola - dal punto di vista pratico mi lascia maggiormente perplesso. Ogni estremizzazione rischia di diventare accanimento riproduttivo".

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