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Genny 'A Carogna, Polizia ritira la patente al capo ultrà del Napoli: guidava in corsia d'emergenza

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Abbiamo imparato a conoscerlo durante la finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina nell'ambito di uno degli episodi più brutti e violenti della storia del calcio italiano. La sera del 3 maggio scorso, quando il tifoso azzurro Ciro Esposito fu colpito con dei proiettili che di lì a pochi mesi gli costarono la vita, a pochi passi dallo stadio Olimpico, lui Gennaro De Tommaso -meglio conosciuto come Genny 'a carogna- veniva immortalato dalle telecamere con indosso una maglietta con la scritta "Speziale Libero" (l'ultrà del Catania condannato per aver ucciso il funzionario di polizia Filippo Raciti) e per questo colpito da ben cinque anni di Daspo.

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Genny 'a carogna diventò, suo malgrado, in pochissimo tempo popolare. Giornali e tv parlarono in continuazione di questo singolare personaggio a cui le forze dell'ordine e la Lega Calcio fecero decidere se giocare o meno la finale di Coppa Italia e sul web in pochissimo tempo diventò un vero e proprio "meme".

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Oggi De Tommaso torna agli onori della cronaca per essere stato fermato dalla polizia stradale di Catania mentre correva con la sua auto nella corsia d'emergenza della tangenziale della città siciliana. Da quanto si apprende, il capo ultrà degli azzurri si trovava in Sicilia per una vacanza con la sua famiglia e agli agenti che lo hanno fermato ha spiegato che stava accompagnando la figlia al pronto soccorso perché era stata colta da un malore improvviso.

Se la versione che De Tommaso ha fornito agli agenti sia vera o meno non si sa, fatto sta che la Polizia gli ha ritirato la patente. Quello che invece è certo è che Genny questa mattina -come riporta il fattoquotidiano.it- avrebbe dovuto incontrare per la seconda volta i genitori di Antonino Speziale, ma dopo aver saputo che la notizia era giunta ai giornalisti, il figlio di Ciro De Tommaso affiliato al clan Misso, ha preferito rinviare l'incontro. Così come conferma lo stesso Roberto Speziale, papà di Antonino, infatti:

"E’ vero ci siamo incontrati. Lui crede fermamente nell’innocenza di mio figlio (...). E’ stato vittima della maglietta che indossava da due anni, come fanno i tantissimi che sanno che Antonino è innocente. Tutti quel giorno si sono interessati soltanto di quella maglietta. Ai funerali di Ciro Esposito, il giovane tifoso morto a Roma – aggiunge Speziale – abbiamo mandato una corona di fiori in segno di lutto e cordoglio, e credo che Genny abbia apprezzato quel gesto e siamo rimasti in contatto".

Infine l'affondo sui vertici del calcio italiano:

Non capisco perché se un tifoso lancia una banana in campo gli danno anni e anni di Daspo, se invece una frase razzista la dice un personaggio eccellente lo eleggono presidente…”. Il riferimento è ovviamente alle parole pronunciate dal presidente della FIGC, Carlo Tavecchio su cui la Fifa ha aperto un'inchiesta.

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