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Genova, ginecolo suicida indagato per aborti illegali

Lunedì sera a Rapallo Ermanno Rossi, un ginecologo di 54 anni, si è suicidato gettandosi dalla finestra del suo studio e ieri si è scoperto che l'uomo era indagato per interruzione volontaria di gravidanza al di fuori delle procedure e delle strutture previste dalla legge 194. L'ipotesi di reato, che coinvolge anche altre 5-6 persone, è riferita all'articolo 19 della legge sull'aborto.

Rossi, molto apprezzato dall'Istituto Gaslini di Genova, si è lanciato dall'undicesimo piano dell'edificio più alto della cittadina ligure mentre la moglie e il cognato stavano salendo dopo aver recuperato una chiave dal portinaio e mentre i soccorsi si trovavano già sotto l'edificio. Poco prima, infatti, Rossi aveva inviato un sms alla moglie con il quale le chiedeva "scusa" e le indicava il posto dove aveva parcheggiato l'auto in cui avrebbe trovato alcune cose che le sarebbero potute essere utili. La donna allarmata aveva subito chiamato il 118 e i vigili del fuoco.

L'inchiesta era partita qualche mese fa e il pm di Genova Sabrina Monteverde aveva incaricato delle indagini i carabinieri del Nas che avevano condotto le perquisizioni negli studi professionali di Rossi. Sono state forse propio queste perquisizioni a spingere l'uomo verso l'estremo gesto. Il cognato e direttore del reparto di anestesia e rianimazione, Pietro Tuo, ha infatti detto che Ermanno Rossi era un "grande uomo, sia professionalmente che come padre, molto umano e di un'immensa disponibilità verso le sue pazienti. Era un uomo di un elevato livello culturale tutto di un pezzo, molto rigido con se stesso. E quelle perquisizioni gli devono essere sembrate un fatto inaccettabile. L'ipotesi investigativa è ovviamente ancora tutta da dimostrare".

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