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Germania accoglie 8 mila profughi, la Merkel “colpita dal loro dolore”

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Ad oggi la Germania risulta essere l’unico Paese Europeo, non caso tra i Paesi più ambiti dai migranti, che sta gestendo in maniera pragmatica e senza drammi la questione profughi. Sono già 8 mila i rifugiati giunti in territorio tedesco dopo l’apertura delle frontiere di Austria e Germania e altri ancora ne sono attesi nelle prossime ore.

Leggi dell'apertura delle frontiere di Austria e Germania

Dopo il blocco dei migranti a Budapest e la loro disperata marcia per giungere al confine austriaco, i rifugiati siriani hanno visto la speranza quando sono approdati in territorio germanico con esternazioni di gioia e grida di grande felicità al grido di “Germania, Germania" mostrando con trionfo la foto della cancelliera Merkel e da Monaco sono stati distribuiti in altre città tedesche, come Dortmund.

Persino “cuore di ghiaccio” Angela Merkel si è commossa di fronte a simili scenari. La "terribile" Angela dinanzi al dramma umano dei profughi si è detta “Colpita dal loro dolore” spiegando: “Vedere le persone accalcate alla stazione di Budapest gridare ‘Germania, Germania’ è stato molto toccante. I profughi che scappano dalla guerra in Siria hanno lasciato dietro di sé l'orrore – ha poi aggiunto - Per quanto riguarda la Germania, è bello constatare quanto sia grande la disponibilità all'aiuto”.

(Guarda il video dell'arrivo dei profughi in Germania)

E la Merkel ha senz’altro ribadito che “L’Unione europea deve dar una prova comune di solidarietà” anche se in questi giorni si stanno sempre più rincorrendo polemiche riguardo al numero dei migranti. Se per il Paesi dell’Est Europa è un no categorico alla distribuzione di “quote” di migranti tra i Paesi Ue, la Gran Bretagna, che aveva prima dato la propria disponibilità ha chiarito di poterne accogliere “solo” 15 mila.

Il premier David Cameron vorrebbe infatti non adottare il sistema di quote per richiedenti asilo chiesto dall'Unione europea ma vorrebbe accettare i rifugiati direttamente dai campi profughi Onu sul confine siriano. Intanto dei volontari austriaci sono partiti da Vienna per recuperare i migranti ancora in Ungheria dopo i giorni da incubo che hanno vissuto alla stazione di Budapest.

Ciò che salta all'occhio all'opinione pubblica è un altro modo di reagire nei confronti di queste persone disperate e in fuga dall'orrore della guerra, devastazione che, come spesso dimentichiamo, è l'effetto della politica di aggressione degli stessi Paesi Occidentali che dovrebbero vivere sulla propria coscienza questo inarrestabile dramma umano.

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