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Germania: il batterio killer è nei germogli di soia

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Dietrofront. Dopo aver messo in allarme i consumatori di mezzo mondo con i cetrioli killer, adesso la Germania ci ripensa e punta il dito contro i germogli di soia. Ad annunciare in conferenza stampa a Hannover il nuovo responsabile dell'epidemia di Escherichia coli che sta flagellando l'Europa è Gert Lindemann, ministro dell'Agricoltura della Bassa Sassonia: "abbiamo identificato un prodotto che è stato fornito in tutte le località in cui si sono verificate vaste infezioni di Ehec" aggiungendo anche che ora - finalmente - le autorità mediche avrebbero imboccato "la pista giusta".

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Secondo i responsabili dei centri di profilassi che hanno svolto le indagini, il focolaio dell'infezione sarebbe stato localizzato in una cooperativa biologica che produce e distribuisce in Germania e in tutta Europa germogli e semi di soia, fagiolo mungo, broccoli, piselli, ceci, ravanelli e lenticchie. Localizzata nella provincia di Uelzen, tra Amburgo e Hannover, questa cooperativa è specializzata nella tecnica di coltivazione in botte con vapore, un ambiente ottimale per la proliferazione di batteri come quello dell'Escherichia. Non è ancora chiaro se l'agente patogeno abbia infettato i prodotti dall'acqua di irrigazione o dai semi, ma resta il fatto che il consumo di questi vegetali crudi provoca il contagio, ragione per cui le autorità domenica hanno disposto la chiusura dell'azienda e il ritiro di tutti i suoi prodotti dal mercato.

In attesa di conoscere i risultati definitivi delle analisi - previsti per oggi - il ministro Lindemann ha invitato i tedeschi a "evitare di consumare per il momento qualsiasi tipo di germoglio di soia" e la Germania sta stilando un comunicato di 'avvertimento' sulla possibile pericolosità di questi prodotti. Non un vero e proprio allarme - per evitare di ripetere l'incresciosa situazione già verificatasi con i cetrioli spagnoli, poi risultati innocui - ma una 'condivisione' delle informazioni attualmente in possesso delle autorità mediche locali, come spiegato dal portavoce UE Frederic Vincent.

Questa volta, tuttavia, i dati in possesso degli organismi di controllo sembrano certi: due dipendenti dell'azienda avrebbero accusato una forte diarrea - e una sarebbe anche risultata positiva al batterio killer - e inoltre ci sarebbero riscontri anche tra le zone di commercializzazione della cooperativa e le aree in cui si è verificato il maggior numero di casi di contagio. I cinque 'Laender' più colpiti - Amburgo, Schleswig-Hoelstein, Mackleburgo-Pomerania, Assia e Bassa Sassonia - sarebbero infatti quelli dove l'azienda ha il più alto numero di acquirenti tra ristoratori e commercianti.

L'individuazione del focolaio rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro l'epidemia che ha letteralmente messo in ginocchio le strutture sanitarie tedesche della Germania settentrionale che, secondo quanto riportato dal ministro della Salute Saniel Bahr, lavorano "al limite" della loro capacità e sono attive "sette giorni su sette" da quando è stato dichiarato lo stato d'emergenza. Tuttavia, fino a che non sarà stata trovata una cura per questo nuovo e più virulento ceppo di Escherichia, nessuno può abbassare la guardia: le vittime accertate sono salite a 22 e nuovi casi sono stati registrati in Gran Bretagna e Danimarca.

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