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Giallo Rostagno, continuano le indagini

Le indagini sull'uccisione di Mauro Rostagno, il giornalista-sociologo assassinato il 26 settembre '88 a Valderice, Trapani, non si fermeranno. Lo ha deciso il gip Maria Pino che ha esaminato i 34 fascicoli dell'inchiesta disponendo per la prosecuzione per altri sei mesi. Nell’ordinanza, con cui ha respinto la richiesta di archiviazione del pm Antonino Ingroia, il giudice fa riferimento a nuove prove che avrebbero prospettato nel movente del delitto una "convergenza di interessi, mafiosi e non mafiosi".

IL DELITTO - Il sociologo Rostagno fu ucciso con sei fucilate in una sera di fine estate del 1988 nella campagna di Lenzi dove era situata "Saman", la comunità di recupero per tossicodipendenti di cui era fondatore. Un mese prima di morire, il giornalista stava preparando uno scoop, ma nessuno ha mai saputo l'argomento. Si era fatto dare una telecamera dai tecnici della sua emittente, "Rtc", per le riprese. La cassetta la teneva chiusa in un cassetto, in ufficio, ed una seconda copia la custodiva portandola sempre con sè. Proprio questo duplicato fu la prima cosa che i killer cercarono la sera del 26 settembre dopo averlo ucciso. Entrambe le videocassette non vennero più trovate.

IL MOVENTE - Sergio Di Cori, magistrato trapanese e amico di Rostagno, aveva rivelato, qualche mese dopo la morte del giornalista: "Mi confidò di un traffico d'armi che avveniva in una pista aerea in disuso. Mi risulta che avesse fatto anche delle riprese con una telecamera".
Oltre ad ascoltare i nuovi pentiti del trapanese che potrebbero fornire un ulteriore contributo alle indagini, si cercherà di approfondire il contesto nel quale maturò l’omicidio. Tra le nuove acquisizioni a disposizione degli inquirenti c’è anche una memoria, depositata recentemente da Carla Rostagno, la sorella della vittima, nella quale la donna ricorda che a Trapani gli ex animatori della comunità terapeutica "Saman", hanno subito alcune condanne penali. Nel registro degli indagati dell'inchiesta resta iscritto il boss detenuto Vincenzo Virga che sarebbe stato il mandante del delitto.

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