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Giampaolo Pansa da Piroso: "Scalfari non voleva Mauro come successore a Repubblica"

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Antonello Piroso conclude oggi la settimana di interviste esclusive in diretta di Blogo.it ospitando Giampaolo Pansa, giornalista, scrittore e saggista originario di Casale Monferrato, in Piemonte, e allievo di Alessandro Galante Garrone all'Università di Torino. Il direttore parla brevemente della raffica di arresti di ieri - "Per chi suona la Guardia di Finanza", scherza - e poi introduce l'ospite, parlando dell'ultimo libro di quest'ultimo, La Repubblica di Barbapapà. Storia irriverente di un partito invisibile.

Il discorso si avvia dunque sul quotidiano La Repubblica, per il quale il giornalista è stato a lungo editorialista e poi vicedirettore, con alcuni aneddoti sulla storia recente del giornale. "A Scalfari non piaceva l'idea di Ezio Mauro come successore", dice infatti Pansa, aggiungendo che "Scalfari chiese a De Benedetti di nominare Paolo Mieli come suo successore, ma l'ingegnere rispose di no". Un veto che portò alla scelta di Mauro, 'scippandolo' letteralmente a La Stampa, con il conseguente risentimento di Gianni Agnelli, che telefonò all'ingegnere lamentandosi di non essere stato neppure avvisato.

Pansa dice quindi che l'arresto di ieri di Angelo Rizzoli, "Angelone", gli ha provocato "angoscia", ricordando che si tratta di un personaggio che "ha contato molto nella storia dell'editoria italiana" e che non avendo mai avuto "l'istinto dello sciacallo", pur essendo "schietto", la storia di Rizzoli gli ha fatto "molta pena": "Voglio dirgli che mi dispiace e che, anzi, domani forse scriverò il mio Bestiario su Libero proprio per lui".

Il nuovo argomento - Silvio Berlusconi - viene introdotto con uno sketch dello scorso anno a Sanremo di Luca e Paolo, che danno vita a un ipotetico dialogo tra 'italiani medi', in chiara difficoltà a esprimere un giudizio sul Cavaliere e sulle vicende che lo riguardano, giudiziare e non solo. "Berlusconi non era più adatto a fare il primo ministro di un paese come l'Italia", commenta Pansa, aggiungendo che "il risultato elettorale è incerto" e auspicando che Bersani superi "le urla di Vendola" e stringa un'alleanza con Monti.

Una considerazione che è un assist a una successiva riflessione sui protagonisti della campagna elettorale, con il giornalista che conferma l'intenzione di votare per il professore, definisce Beppe Grillo "pericoloso" e parla di Antonio Ingroia come di un "uomo cupo, con difficoltà a relazionarsi": "Non mi piace", conclude quindi Pansa.

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