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Gianna, la bulla di Sestri non si pente dell’aggressione alla 12enne: "Quando riavrò il cellulare?"

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Nessun senso di colpa per l’episodio finito su tutti i giornali pochi giorni fa grazie al video shock pubblicato in rete, ma una precisa preoccupazione sembra attraversare la mente della bulla di Sestri, intervistata ieri dal Corriere della Sera

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La sorte dello smartphone sequestrato ai fini dell'inchiesta dalla polizia insieme a personal computer e tablet in possesso dei testimoni del pestaggio ai danni di una 12enne nei giardinetti di Villa Rossi a Genova.

A soli 17 anni, la ragazza sconta un passato a dir poco difficile, vissuto in un ambiente familiare precario con recenti esperienze sia in comunità alloggio per minori che sotto la direzione dei servizi sociali, ma l’aggressività emersa nella rissa per futili motivi con la piccola e indifesa rivale trova poche giustificazioni nei traumi di gioventù di una persona comunque priva di punti di riferimento stabili.

(Genova, bulla picchia una 12enne ai giardini di Villa Rossi: il video shock in rete)

I precedenti in tribunale parlano chiaro e confermano l’indole piuttosto turbolenta di quella che sul web e nei notiziari è già stata ribattezzata la bulla di Sestri, protagonista più volte di liti con amiche e ragazze anche sconosciute e per tale motivo poco imbarazzata di fronte agli inquirenti nel colloquio seguente alla denuncia a piede libero.

Durante l’incontro per l’intervista concessa al Corriere della Sera, la “picchiatrice” genovese è apparsa ai cronisti del quotidiano del gruppo Rcs tranquilla e non certo in preda al pentimento per l’accaduto, nonostante quanto affermato recentemente dal suo avvocato difensore convinto della buona fede dell’assistita nella richiesta di un faccia a faccia riparatore con l’adolescente aggredita a Villa Rossi.

Neanche l’interrogatorio in commissariato e lo spauracchio di una condanna da parte del Tribunale dei Minori di Genova, evidentemente, impauriscono la bulla che anzi prima di rispondere (in maniera secca e irriverente) alle domande degli inquirenti sui motivi dello spietato pestaggio della dodicenne pare abbia chiesto delucidazioni sui tempi di restituzione del cellulare sotto sequestro.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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