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Gianni Baget Bozzo, si litiga sull'eredità

La famiglia di don Gianni Baget Bozzo, deceduto nel 2009, non ci sta a quanto stabilito nel testamento secondo cui gran parte dell'eredità è destinata a vecchi amici, tra cui un geriatra, un attore, due professori universitari, un prete, una signora che testimonia di aver visto 80 volte la Madonna. E così gli eredi della famiglia di don Gianni, che lo adottò dopo la morte della mamma, ragazza madre, quando lui aveva soli 5 anni, stanno pensando di impugnare il testamento.

Bozzo era il cognome degli zii, commercianti, che accolsero il piccolo Gianni. Proprio dai Bozzi don Gianni ha ereditato alloggi e negozi, patrimonio che con il tempo si è arricchito grazie ai diritti dei libri, secondo don Sergio Simonetti, uno degli amici, più di un milione di euro. Anni prima di morire, per l'esattezza nel 2000, don Gianni ha depositato presso il notaio Bono un testamento con cui ha stabilito la spartizione dei lasciti fra famiglia e amici del cuore.

Spartizione non condivisa dai familiari. Come si legge su Il Corriere della Sera Francesca Tedeschi, che aveva come bisnonna una delle sorelle di Giovanni Bozzo, papà adottivo di Gianni, ha affermato: 'Appartamenti e negozi erano di famiglia, tutti meno uno. Dovevano restare in famiglia. Sappiamo che un mese prima di morire Gianni prese appuntamento con un avvocato romano per cambiare il testamento. Ma l'incontro saltò, poi la malattia si aggravò. E si parla di un altro testamento, fatto sparire...'.

A quanto pare alla signora Tedeschi è andato un solo appartamento e parte del patrimonio in denaro; a don Sergio è stata lasciata l'abitazione, in via Corsica, e un sesto dei liquidi; a Giorgio Sacchi, docente di Scienze sociali e amico da 38 anni, don Gianni ha lasciato un appartamento a via delle Cappuccine; all'ex seminarista e ora attore di teatro, Saverio Soldani, è andato un sesto del denaro; ad Angela Volpini Prestini, veggente di Casanova Staffora, un altro sesto; al professore Claudio Leonardi, amico dal 1950, è stata lasciata l'intera biblioteca; al geriatra genovese Patrizio Odetti, che frequentava un gruppo diretto da don Gianni alla parrocchia Sacro Cuore, è andata la parte più consistente del patrimonio, ossia sette appartamenti, diritti e oggetti.

 (foto © LaPresse)

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