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Gioco erotico, Soter Mulè accusato di omicidio preterintenzionale

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Il gioco erotico finito in tragedia a Roma vede ora l'ingegnere Soter Mulè accusato di omicidio preterintenzionale. L'uomo è stato arrestato sabato dalla polizia dopo la morte di una studentessa di 23 anni, legata con una corda assieme ad un'altra ragazza, di 24 anni, ora in gravi condizioni, con la tecnica erotica giapponese dello Shibari. Soter Mulè si trova nel carcere di Regina Coeli.

L'ingegnere romano in un primo momento era stato accusato dalla Procura di omicidio volontario. La decisione di accusarlo ora di omicidio preterintenzionale è stata presa anche in considerazione del fatto che le due ragazze avevano preso parte al gioco erotico volontariamente ed erano consenzienti.

Gli inquirenti stanno esaminando in queste ore il materiale acquisito dalle perquisizioni avvenute nella casa di Soter Mulè, che era esperto di bondage e autore di fotografie con modelle strette tra corde. Tra le varie ipotesi al vaglio, che tuttavia ancora non sono state confermate da investigatori e pm, quella secondo cui alcune persone possano essere state fotografate o filmate durante giochi erotici estremi, dove la vita dei coinvolti era a rischio.

Sbigottiti i parenti di Paola, la 23enne pugliese deceduta durante il gioco erotico avvenuto in un garage del quartiere Bufalotta. Lo zio della giovane ha detto: 'Paola era una bravissima ragazza, religiosa. Siamo ancora molto scossi'. E ha aggiunto: 'Non riusciamo a credere che possa essere finita in un giro del genere. Negli ultimi 4 o 5 anni non la vedevo spessissimo perché si era trasferita a Roma a studiare. Veniva qui a Villa Baldassarri, frazione di Guagnano (in provincia di Lecce), d'estate. E' sempre stata una ragazza tranquilla, come anche il fratello. E' una bellissima famiglia'.

Ai suoi avvocati l'ingenere romano ha spiegato: 'Non era la prima volta che tutti e tre facevamo quel gioco, eravamo in simbiosi. Le conoscevo bene; avevo avuto un flirt con entrambe. Quando ho visto Paola soffocare ho cercato subito di rianimarla, ma ormai era troppo tardi'. E ancora: 'Eravamo abituati. Trascorrevamo le serate nei locali e nei pub di San Lorenzo e dell'Ostiense, poi andavamo alla ricerca dei posti più adatti per mettere in pratica il gioco. Una delle due conosceva bene quel garage, perché ci lavora come usciere. Loro erano d'accordo come sempre, ci piaceva farlo, ma nessuno di noi poteva immaginare quello che è accaduto. Adesso sono un uomo distrutto'. Un gioco estremo quello che facevano i tre, in cui Mulè spingeva le ragazze sul soffitto del garage dopo averle legate, il contrappeso faceva mancare l'aria ad entrambe, a turno, e loro si sentivano al limite.

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