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Gioco, il 5 per cento dei ragazzi è a rischio

Secondo una ricerca sul rapporto tra i giovani e il gioco, presentata ieri a Roma da Nomisma, che svolge la funzione di osservatorio locale, nazionale e internazionale sui fenomeni economici, una fetta non poco importante (il 5 per cento) di ragazzi è a rischio.

A quanto pare la maggior parte dei ragazzi non ha alcuna attrattiva per i vari giochi sul mercato o li considera soltanto un passatempo, ma esistono situazioni di potenziale rischio. Dalla ricerca è emerso che nel corso del 2008 il 24 per cento dei ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori; il 5 per cento è sfuggito ad impegni scolastici o familiari per giocare. Sembra, poi, che quasi il 12 per cento gioca per sfuggire a problemi personali.

I dati hanno sottolineato che nel 2008 sono stati centinaia di migliaia i giovani che hanno giocato almeno una volta alle tante offerte proposte sul mercato italiano. Dati che hanno evidenziato una crescita del 200 per cento in appena cinque anni.

Per condurre la ricerca Nomisma ha interpellato più di 8mila ragazzi di età compresa tra i 16 e i 19 anni tramite un'indagine nelle scuole secondarie di secondo grado, in collaborazione con l'Associazione presidi.

I risultati dell'indagine hanno mostrato che nel corso del 2008 sono stati oltre 28 milioni gli italiani con più di 15 anni che hanno giocato almeno una volta, ben il 55 per cento dell'intera popolazione. Per la maggior parte si tratta di giocatori occasionali, ma l'11,6 per cento gioca con regolarità una volta alla settimana e l'1,4 per cento (700mila persone) addirittura ogni giorno.

I dati hanno, poi, mostrato che il 68 per cento del campione ha giocato almeno una volta, con una spesa media mensile di 10 euro. Sono soprattutto i ragazzi a giocare (il 76 per cento), ma anche le ragazze non mancano (61 per cento). E' emerso, inoltre, che la propensione al gioco è fortemente correlata al contesto sociale e familiare.

Se molti sono i giovani giocatori occasionali, non deve essere preso sottogamba il dato che evidenzia quella fetta di giovani a rischio. Per il 5 per cento del campione, pari ad oltre 30mila studenti, il gioco interferisce su impegni scolastici e/o familiari e per il 12 per cento è un modo per sfuggire a problemi personali. Come sottolineato dalla ricerca, in questi casi la spesa mensile supera i 30 euro, con un'ora dedicata al giorno. Il 24 per cento dei giovani giocatori, inoltre, ha nascosto o ridimensionato le proprie abitudini di gioco ai genitori.

I dati dell'indagine condotta da Nomisma hanno evidenziato anche che per l'88 per cento degli italiani non vi sono sistemi di protezione adeguati per evitare e/o prevenire i rischi del gioco per i più giovani. Ecco dunque che si richiama l'attenzione sulla mancanza di informazioni sul pericolo e sulla loro necessità.

I giochi preferiti dai giovani, infine, sembrano essere: gratta e vinci (53 per cento), superenalotto (39 per cento), lotto (27 per cento) e scommesse sportive in agenzia (22 per cento).

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