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Giovani disinformati sull'Aids

Secondo due giovani su cinque il virus Hiv è trasmettibile tramite un bacio "purchè sia particolarmente intenso". Uno su cinque è dell'opinione che dalla malattia si guarisce e che esiste un vaccino in grado di proteggere dall'infezione. Sono questi i dati fuoriusciti dal gioco-sondaggio "The safe city", promosso dall'Associazione Nazionale alla lotta all'Aids, effettuato sul Web ed al quale ha partecipato un campione di 4.550 persone, tre quarti delle quali giovani sotto i 25 anni.

L'11% del campione crede che la pillola anticoncezionale sia in grado di prevenire il contagio. Anche sui reali pericoli del sesso orale le idee sono decisamente poco chiare: solo il 36% degli under25 risponde correttamente contro il 44% degli adulti. Inoltre il 14% ritiene erroneamente che sia possibile eseguire il test in farmacia e il 13% che si possa riconoscere una persona sieropositiva solo in base al suo aspetto fisico. Infine, per un giocatore su dieci i casi di Aids nel mondo stanno diminuendo.

"Si tratta di dati sconfortanti" dice il professor Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids "È necessario quindi che il ministero della Salute e le associazioni riprendano le campagne di informazione e prevenzione - continua Aiuti - anche alla luce delle attuali conoscenze sulle modificazioni epidemiologiche registrate in Italia negli ultimi anni. In particolare: la ripresa dell'infezione da Hiv tra gli omosessuali; l'aumento dei casi nelle donne per via eterosessuale e negli immigrati; l'aumento delle malattie sessualmente trasmesse, in particolare modo la sifilide. Ricordando infine la maggiore sicurezza e attendibilità del test Hiv".

In Italia ogni anno circa 4 mila persone rimangono infettate dal virus dell'Hiv. Una cifra comunque stabile, che porta a circa 140 mila i casi totali dei sieropositivi italiani. Un dato positivo arriva dalla diffusione del virus dalla mamma al bambino. "In pochi anni siamo riusciti a ridurre sensibilmente il numero di neonati colpiti dal virus - spiega Aiuti - poiché siamo passati dal 25% di trasmissione all'1,8%. Un dato positivo agevolato dal fatto che ormai tutte le donne in gravidanza immediatamente effettuano il test di sieropositività e si sottopongono alle terapie".

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