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Giovanna Iurato, ex prefetto L'Aquila ride del terremoto: "Reazione emotiva"

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La vicenda dell'ex prefetto de L'Aquila, Giovanna Iurato, che avrebbe finto commozione (e lacrime) a L'Aquila, mentre deponeva una corona di fiori davanti alla Casa dello studente distrutta, per poi ridere al telefono del suo pianto con l'ex capo dello Sco, Franco Gratteri, ha scatenato un'ondata di rabbia e indignazione che difficilmente si spegnerà tanto presto.

Giovanna Iurato commossa davanti alla Casa dello studente

Giornali, tv e web, infatti, parlano senza sosta di questa donna che, appena insediata nel suo ruolo, ha avuto il difficilissimo compito di fronteggiare l'emergenza terremoto, gestendola apparentemente con grande umanità e partecipazione (le sue lacrime fecero il giro del mondo) e in privato con grande disprezzo e cinismo. Sempre che l'interpretazione dell'intercettazione della sua telefonata con Gratteri sia corretta e non si tratti, come lei sostiene, di un 'fraintendimento'.

Iurato, infatti, dalle pagine di La Repubblica prova a dare la sua versione dei fatti della risata che l'ha trasformata in un 'mostro', in una "donna, che forse è anche una madre", che è "una figura di scarsissimo spessore", come l'ha definita Antonietta Centofanti, rappresentante del Comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente e zia di uno dei ragazzi morti. "Questi soggetti rappresentano solo fame di potere. Non sono rappresentanti delle istituzioni", ha detto Centofanti, aggiungendo di provare un senso di "grande solitudine" e, allo stesso tempo, di "disprezzo" per l'ex prefetto.

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"La risata? Sono stata fraintesa. La mia era una reazione emotiva al telefono, nient'altro" è la difesa oggi di Iurato, che ribadisce: "Ma quale finzione... Io davanti alle macerie della Casa dello studente ho pianto veramente e chi c'era quel giorno lo sa, lo ha visto" e poi continua spiegando che "quella dell'Aquila per me era una situazione nuova, un'esperienza del tutto diversa. Chi non ci ha vissuto non può capire", aggiungendo che aveva "paura" e così "al telefono con un amico ho avuto una reazione emotiva". Parole che difficilmente basteranno ad arginare la rabbia e le polemiche, come lei stessa ammette: "So bene che ciò che posso dire io adesso, in questo momento vale poco", e allora ecco l'appello alle "persone dell'Aquila che mi hanno conosciuto in questi anni" a "parlare e raccontare chi sono veramente".

Appello che non si sa se sarà raccolto, dal momento che (quasi) tutti i protagonisti di quei giorni terribili del 2009 fino a oggi per lei hanno speso solo parole di disprezzo e orrore. "La lettura delle intercettazioni dell'ex prefetto Iurato mi ha colpito al punto da provocarmi un forte e doloroso senso di nausea", ha detto infatti Stefania Pezzopane, ex presidente della Provincia de L'Aquila, parlando di "macabro teatrino", mentre il sindaco, Massimo Cialente, ha affermato: "Ci sto malissimo", osservando amaramente che "anche alla luce di altre intercettazioni, da Piscicelli a Bertolaso, ciò che emerge è la solitudine di questa comunità" e concludendo: "La Iurato mi colpì e l'ho sempre vista molto partecipe. La cosa che mi sorprende ora, ripeto, sono le sottolineature dell'interlocutore: questo fa capire come il dramma aquilano, che stiamo ancora vivendo al cento per cento, da molti non sia stato compreso".

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