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Giovanni Scattone, condannato per l'omicidio di Marta Russo docente di ruolo grazie alla "Buona Scuola"

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Condannato in via definitiva per l’omicidio di Marta Russo con sentenza della Cassazione, l’ex assistente di filosofia del diritto dell’Università "La Sapienza" Giovanni Scattone diventerà docente di psicologia presso l’Istituto Professionale "Luigi Einaudi" di Roma, a quasi vent’anni dalla morte della giovane studentessa uccisa il 14 maggio del 1997 con un colpo di pistola alla testa.

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Grazie alla riforma della “buona scuola del governo Renzi e all’infornata di assunzioni stabilita dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca Scientifica per il biennio 2015/2016, il professore riabilitato dalla magistratura potrà avere una cattedra in virtù del buon esito del concorso sostenuto tre anni fa insieme a tanti altri colleghi.

Inevitabile, alla luce dei gravi precedenti penali del personaggio abilitato all’insegnamento nonostante la condanna per omicidio colposo rimediata nel 2003 in Cassazione, la spirale di polemiche suscitata dalla notizia dell’assunzione in ruolo di Scattone, piazzatosi nella graduatoria davanti ad altri aspiranti docenti e autorizzato ufficialmente dagli organi competenti ad “educare” giovanissimi studenti in qualità di professore.

(Striscione e cori fascisti davanti a un liceo romano contro Giovanni Scattone: video)

La memoria dell’efferato crimine ai danni di Marta Russo ad oggi non risulta del tutto cancellata, specialmente negli ambienti universitari della Capitale, rimasti a lungo sotto shock per l’assurda vicenda di cronaca nera verificatasi nella primavera del ’97 e seguita da un difficile processo, conclusosi sei anni dopo con la sentenza che sanciva in terzo e ultimo grado la colpevolezza di Scattone.

Per lo stesso delitto dell’Università "La Sapienza", l’assistente Salvatore Ferraro era stato giudicato responsabile di favoreggiamento, anche se i due colleghi imputati non hanno mai smesso di proclamarsi innocenti di fronte alla Corte chiamata a giudicarli.

Una carriera, quella del professore romano accusato e poi condannato per l’omicidio dell’allora diciannovenne studentessa di Giurisprudenza, finora all’insegna del precariato ma culminata alla soglia dei 50 anni nell’agognata “promozione” come docente di ruolo in un istituto professionale di Roma.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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