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Giovedì sarà il "No Pastasciutta Day"

Il prossimo giovedì 13 Settembre l'Italia farà a meno, per un giorno, del suo piatto più tipico: la pasta. Le associazioni dei consumatori Adusbef, Codacons, Adoc e Federconsumatori hanno infatti indetto lo "Sciopero della pastaciutta" contro quelle che ritengono delle vere speculazioni sui prezzi dei beni di consumo, a cominciare da quelli di prima necessità.Elio Lannutti, presidente dell'Adusbef, dichiara "C'è stata una vera e propria speculazione, quest'anno le famiglie spenderanno per consumi 1098 euro in più rispetto al 2006. E' aumentato tutto, eccetto i farmaci e la comunicazione"

Secondo le rilevazioni Istat a Luglio l'incremento dei generi alimentari è stato del 2,5 per cento rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, mentre i prodotti freschi ad Agosto hanno avuto una crescita media del 3 per cento e il pane ha registrato un aumento su base annua del 4 per cento. Queste alcune delle cifre fornite dalle associazioni dei consumatori:
- un kg di farina costava l'anno scorso 0,80 centesimi, oggi 0,89
- un kg di penne costava 0,90 centesimi e oggi 1,10
- un kg di pane passa da 2,10 euro a 2,46
- un kg di spaghetti rispetto a 0,90 centesimi del 2006 oggi costa 1,14 euro

Se condo le associazioni, questi aumenti andrebbero a solo vantaggio dei commercianti, l'ultimo anello della filiera, mentre i produttori sarebbero in grave difficoltà. Un esempio è quello dei produttori pugliesi, che per produrre un chilo di uva da tavola spendono 50 centesimi, ma riescono a venderla solo a 35, quando al consumatore arriva a costare ben 2 euro. Le associazioni sono intenzionate ad andare fino in fondo. Il 12 Settembre verranno ascoltate dal governo e nelle prossime settimane faranno incontri diretti con i rappresentanti degli operatori della filiera alimentare.

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