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'Gioventù bevuta', l'Espresso indaga sui giovanissimi alcolizzati

Si intitola "Gioventù bevuta" il reportage a cura di Riccardo Bocca pubblicato oggi dall'Espresso, dove il giornalista racconta 'una generazione che si ubriaca per trovare un'identità e sentirsi libera'.

Sempre di più i teenager che si danno all'alcool per il solo gusto di ubriacarsi. E l'Italia vanta un record europeo: 'Si inizia a bere a 11 anni, contro la media europea di 13', spiega Emanuele Scafato, direttore dell'Osservatorio nazionale alcol all'Istituto superiore di sanità.

Una delle storie raccontate nel reportage è quella di Martina: "Ha 15 anni, l'alito che sa di grappa e il naso sporco di sangue. Alle due di pomeriggio è seduta sul ciglio della strada nel centro di Milano, tra autobus che la sfiorano e passanti che la ignorano. Ha gli occhi socchiusi e l'aria assente. Poi si riaccende, vede che non è sola e racconta senza imbarazzi le sue giornate: 'Tutte uguali', dice: 'La mattina passo dal supermercato e compero birra, grappa e pseudo soft drink. Poi arrivo a scuola e mi faccio dare i soldi dai compagni che bevono con me. Ci chiamano i bottiglioni, ma chi se ne frega. All'intervallo andiamo nei bagni e ci sfondiamo di alcol, dopodiché torniamo in classe e stiamo da dio. A volte ci assopiamo pure, mentre i professori fanno lezione e fingono di non vedere. O forse non si accorgono proprio, questo non l'ho ancora capito''.

Scrive Bocca: "I medici usano altri termini, per fotografare le baby sbronze. Parlano di binge drinking, l'abitudine a 'consumare eccessive quantità di alcol (per convenzione sei o più bicchieri) in un'unica occasione'. Ma la questione non cambia: 'I ragazzi italiani, a prescindere dalla latitudine e dalle classi sociali, hanno conferito al bere un potente ruolo sociale', dice lo psichiatra Michele Sforza, direttore del servizio Alcologia alla clinica Le Betulle di Appiano Gentile (Como): 'Ubriacarsi, per loro, è un po' come apparire in televisione: esalta l'esistenza, la giustifica e la proietta oltre gli ostacoli. Niente a che vedere con la trasgressione: al contrario, gli under 18 si ubriacano per conformismo. Per farsi forza. Non vogliono essere sfigati e bevono: come tutti quelli che li circondano'".

Non mancano anche riferimenti al web. E' infatti su Facebook la voce dei ragazzi che raccontano le sbornie. Tanti i gruppi creati sull'argomento, come quello di cui vi abbiamo parlato in passato ("30 Reasons Girls Should Call It A Night", guarda le foto)

Ma il problema non è solo sociale: "'Con la legge 125 del 2001 è stata creata la Consulta nazionale dell'alcol. E da chi è composta, oltre che da medici qualificati e addetti ai lavori? Da un rappresentante delle associazioni di produttori e venditori di alcol'. Incredibile, dicono i medici: 'Come se nella consulta sulla droga ci fosse un trafficante colombiano...'".

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