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Gita inesistente, scolaresca attende aereo fantasma a Catania: "scomparsa" l'agenzia di viaggi

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di Simone Rausi

Pregustare il divertimento per una gita scolastica che in realtà non esiste è deludente. Essere truffati è irritante. Perderci pure dei soldi è criminale. Succede a Catania, esattamente all’aeroporto Fontanarossa, dove lo scorso 1 Maggio due scolaresche hanno aspettato per ore e ore un volo che non solo non è mai decollato ma non è neanche mai esistito.

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Centinaia di studenti, professori (perfino qualche genitore) sono rimasti in attesa davanti al tabellone dei voli dal primissimo pomeriggio a sera. Le due scolaresche, una di Caltanissetta e una della provincia di Catania, sarebbero dovute andare a Budapest. Il volo charter della compagnia ceca Travel Service però non è mai comparso neanche nel tabellone dei voli. A riportare la notizia è la testata catanese Meridio News che ha intervistato anche un responsabile della compagnia Travel Service. “Il volo del primo maggio non è stato cancellato. Non è mai esistito” hanno riferito dalla compagnia di Praga. “Il personale di terra non era neppure presente quel giorno, proprio perché non vi era alcun volo programmato. La responsabilità è quindi di chi ha venduto dei biglietti per un volo che non è mai esistito e non era neanche stati programmato”.

L’aereo fantasma, inoltre, sarebbe stato lo stesso che avrebbe dovuto riportare indietro un’altra scolaresca che si trovava invece a Praga. Il volo, nella stessa giornata, doveva ricondurre studenti e professori a Catania ma, anche in quel caso, nessuno si è mosso dall’aeroporto. Per riportare indietro i ragazzi in gita è dovuta intervenire la Farnesina che, in accordo con l’ambasciata italiana a Praga, ha organizzato dei pullman Praga - Venezia e prenotato dei voli Venezia – Catania. Una bella sfacchinata, un viaggio della speranza ma pur sempre una soluzione per tornare a casa.

Le responsabilità vanno a questo punto all’agenzia di viaggi che risulta al momento praticamente isolata. Nessuno risponde alle chiamate di genitori, preside e studenti e nessun responsabile si è presentato in aeroporto il giorno della partenza per coordinare il tutto come solitamente avviene. Gli alunni hanno sperato di poter partire fino all’indomani quando poi è diventato chiaro che non ci sarebbe stata nessuna gita. La preside ha convocato un’assemblea per capire se e come potranno avvenire i rimborsi dei biglietti (la gita è costata circa 300 euro a testa). Nell’attesa gli studenti hanno ricevuto solo un buono pasto.

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