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Giulia Latorre al Grande Fratello, la figlia del marò replica alle critiche sul web: "Volevo aiutare mio padre"

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Era quasi arrivata a raggiungere l’obiettivo ma non ce l’ha fatta per poco, la giovanissima Giulia Latorre, figlia di uno dei marò detenuti in India con l’accusa di omicidio e in attesa di giudizio da ormai diversi mesi.

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Secondo la ragazza, la vetrina televisiva sarebbe stata un’occasione importante per dare la massima visibilità a livello nazionale e non solo alla condizione dei due soldati che rischiano una lunga condanna in un Paese straniero sulla base di leggi antipirateria poco chiare e per questo contestate dalle autorità italiane.

Ma la finalità dichiarata dall’aspirante concorrente del popolarissimo reality show di Mediaset sembra avere convinto solo in parte il popolo della rete, diviso tra solidarietà e indignazione per la presunta strumentalizzazione di una storia assai delicata e non priva di implicazioni sul piano della diplomazia internazionale.

Da qui la piccata replica, affidata all’Ansa dalla figlia di Massimiliano Latorre, alle critiche piovute in questi giorni sul web alla notizia della candidatura di Giulia alla nuova edizione del Gf, ormai ai nastri di partenza su Canale 5: “Non volevo certo diventare famosa sfruttando la situazione” si è difesa la ragazza con un intervento assai polemico, pieno di rabbia ed accuse ai detrattori, ma anche di considerazioni amare sulla vicenda.

“Farei di tutto per riavere a casa mio padre aggiunge la giovane nell’intervista rilasciata all’agenzia stampa precisando di essere “a pezzi per gli insulti ricevuti oltre che per i due anni di lontananza dal genitore. Su Facebook, poi, parole ancora più dure: “Non voglio andare al Grande Fratello! Le merde siete voi che discriminate e i giornalisti che ingrandiscono le cose, io non volevo diventare famosa altrimenti sarei apparsa sempre in tv ha attaccato Giulia Latorre, furiosa contro chi l’ha dipinta come una delle tante ragazzine in cerca di notorietà.

Proprio la parentela col militare ospite delle carceri indiane, stando a quanto riferito dallo staff della trasmissione ai giornali, avrebbe indotto l’organizzazione a scartare questa candidatura al fine di evitare equivoci e speculazioni su un tema (il processo ai due marò in India) d’interesse internazionale sul quale le autorità competenti dovranno lavorare con grande attenzione da qui ai prossimi mesi.

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