Excite

Gran Bretagna, Kiana è lesbica ed iraniana. Rischia l'estradizione e la condanna a morte

Ha prodotto un documentario sulla condizione dei gay iraniani e Kiana Firuz, una giovane attrice e attivista lesbica iraniani, ora nel suo Paese rischia la pena di morte. Kiana, 27 anni, si è rifugiata in Gran Bretagna a Londra, ma potrebbe essere estradata in Iran e qui condannata. La notizia è stata diffusa ieri dall'organizzazione internazionale per i diritti umani Gruppo EveryOne. Il gruppo Everyone ha lanciato un appello affinché il governo britannico le riconosca lo status di rifugiata.

Secondo il regime del presidente Mahmud Ahmadinejad la giovane attivista, da anni impegnata contro le persecuzioni degli omosessuali nel suo Paese, sarebbe colpevole di aver prodotto un documentario sulla condizione dei gay iraniani e proprio per questo, a quanto pare, i servizi d'Intelligence iraniana avrebbero cominciato a pedinarla e ad intimidirla. Kiana ha così dovuto lasciare il suo Paese.

Recatasi a Londra ha chiesto asilo, ma il ministero dell'Interno le lo ha negato. Tale decisione è stata poi confermata da un giudice presso il quale Kiana ha presentato appello. Nel tentativo di salvare questa ragazza si è ora fatta avanti l'organizzazione EveryOne che, in una lettera aperta inviata tra gli altri al premier britannico Gordon Brown e all'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati Antonio Guterres, ha chiesto che a Kiana 'sia garantita immediatamente la più adeguata protezione umanitaria e venga scongiurata in via definitiva una sua deportazione in Iran, dove certamente sarebbe messa a morte, oltre che per la propria condizione di lesbica, anche per il proprio impegno civile'.

In Iran, la punizione per una lesbica adulta, sana di mente e consenziente, è di 100 frustate. Qualora l'atto venga perpetrato per tre volte e in ogni occasione venga inferta la punizione, la condanna a morte si applica alla quarta volta. Gli attivisti di EveryOne invitano tutta la società civile a inviare mail di protesta all'Home Office britannico, utilizzando l'indirizzo public.enquiries@homeoffice.gsi.gov.uk, chiedendo che a Kiana sia concesso il prima possibile lo status di rifugiata.

Foto: everyonegroup.com

magazine.excite.it fa parte del Canale Blogo News - Excite Network Copyright ©1995 - 2017