Excite

Gravina, riaperto il caso di Ciccio e Tore

  • Infophoto

A più di un anno dall'archiviazione del fascicolo sulla scomparsa e successiva morte la Procura di Bari riapre le indagini sui fratellini di Gravina. L'esposto depositato da Rosa Carlucci mamma di Salvatore e Francesco Pappalardi trovati senza vita il 25 febbraio del 2008 nella cisterna di un vecchio edificio abbandonato nel centro del paese, è finito sulla scrivania del procuratore aggiunto, Anna Maria Tosto, che ha avviato una nuova inchiesta per accertare se quanto denunciato dalla donna sia vero.

La mamma di Ciccio e Tore è convinta che i due fratellini siano morti a causa dei loro 5 amici, all'epoca dei fatti minorenni, che il giorno della tragedia li costrinsero ad una prova di coraggio e che avrebbero taciuto sulla scomparsa dei suoi due figli per tutti questi anni.

La prova di coraggio consisteva nel calarsi dentro il pozzo del casolare, noto in paese come "casa delle cento stanze", per poi risalire senza farsi male. Ai fratellini però non riuscì, il gioco finì male. Francesco cadde per primo e Salvatore lo seguì per salvarlo ma rimase anche lui intrappolato nel fondo della cisterna.

I cinque ragazzini avrebbero portato con loro questo segreto per non essere indagati. Si scopre perfino che uno di loro avrebbe reso una falsa testimonianza che portò il padre dei fratelli in carcere. Il ragazzino raccontò di aver visto Filippo Pappalardi caricare in macchina i figli proprio la sera della scomparsa. L'uomo fu scagionato dopo diversi mesi di prigione e adesso ha presentato una richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017