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Green Hill: alcuni beagle rigettati dalle famiglie affidatarie

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Non c'è pace per i cuccioli di Green Hill: i beagle liberati dal canile-lager di Montichiari, dopo il sequestro della struttura nello scorso luglio, erano stati affidati alle associazioni animaliste affinchè provvedessero a trovare loro una casa. E, in effetti, l'operazione "SOS Green Hill" è stata un vero successo, con l'avviamento delle procedure necessarie per l'affidamento di almeno 2.400 beagle. Ma non per tutti c'è stato il lieto fine.

"Sos Green Hill": le adozioni per i beagle liberati

Come riportato da Brescia Oggi, alcuni dei cuccioli affidati alle famiglie che ne avevano fatto richiesta sono stati rigettati con le motivazioni più svariate. Alcuni sono stati addirittura abbandonati in strada, subendo la stessa sorte dei tanti animali che ogni anno, nel periodo estivo, vengono barbaramente messi da parte dai propri padroni in nome di una vacanza senza pensieri. Molti sono stati restituiti a Legambiente e Lav, le associazioni che ne avevano curato l'affidamento.

I beagle di Green Hill un mese dopo la liberazione: guarda il video

E pensare che la storia di questi cuccioli aveva commosso l'Italia intera nei giorni del sequestro del canile, disposto dalla procura di Brescia che ha indagato per maltrattamento tre manager aziendali: la liberazione dei circa 2700 esemplari, detenuti in condizioni terribili in attesa di essere destinati alla vivisezione, era stata accolta come una vittoria dagli animalisti del coordinamento "Salviamo i cani di Green Hill" e da tutte le associazioni di volontari che avevano animato cortei di protesta e incursioni nel canile. E poi c'era stato il grande entusiasmo per le adozioni: migliaia di famiglie avevano chiesto di poter avere un cucciolo di beagle, ma per alcuni di essi si è verificato un epilogo piuttosto triste.

Alcuni esemplari sono stati restituiti accampando le clasiche scuse di chi sostiene di non avere tempo per occuparsi di un animale domestico, altri con la motivazione che il comportamento dell'animale si era dimostrato poco conciliante: un fenomeno più che normale, per cani reduci da maltrattamenti e certamente non abituati al contatto umano. Le associazioni che hanno promosso la campagna "SOS Green Hill" avevano avvertito gli affidatari che non sarebbe stata una passeggiata.

Ma nonostante le brutte notizie, le adozioni dei beagle non si fermano, soprattutto dopo la conferma del sequestro della struttura di Montichiari. Si tratta sempre di affidamenti provvisiori, in attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda, ma che potrebbero diventare definitivi una volta conclusa l'inchiesta. Proprio in questi giorni, nella sede del Circolo Legambiente Mondo gatto di Milano, una trentina di beagle sono stati consegnati ad altrettante famiglie del Nord e del Centro Italia che ne avevano fatto richiesta. Nella speranza che, stavolta, non tornino sui loro passi.

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