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Haiti, gli aiuti internazionali? Ricevuti meno del 2 per cento

Secondo quanto reso noto da un rappresentante del governo di Haiti, nel Paese è arrivato meno del 2 per cento del denaro promesso dalla comunità internazionale per la ricostruzione dopo il terremoto. L'inviata speciale del governo di Haiti presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), Leslie Voltaire, parlando durante una sessione del Consiglio Economico e Sociale (ECOSOC), ha spiegato che sei mesi dopo il terremoto non è stato possibile avviare la ricostruzione.

La Voltaire ha spiegato che sono stati raggiunti buoni risultati, ma ancora non sono stati presi provvedimenti per la popolazione che continua a rimanere senza un tetto e a vivere nelle tende.

Secondo quanto spiegato dall'inviata speciale del governo di Haiti presso l'Onu, tra le difficoltà c'è l'incapacità delle istituzioni di Haiti di assorbire gli aiuti ricevuti. La popolazione è stanca e vorrebbe partecipare alla ricostruzione, ma le autorità non vogliono annunciare impegni se non sono sicure di poterli portare a termine. Nei prossimi sei mesi la priorità del governo è ricostruire strade, scuole ed ospedali.

Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Haiti, Nigel Fisher, ha riconosciuto che Haiti si trova in una fase delicata, di transizione. Da un lato sono stati fatti dei passi avanti, ad esempio nel fornire alloggi di emergenza, nel riaprire porti, aeroporti e scuole; dall'altro, però, non è stato possibile garantire l'accesso a servizi di base e posti di lavoro, due fattori di fondamentale importanza per la popolazione.

 (foto © LaPresse)

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