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Hans Lipschis, criminale nazista arrestato in Germania: era una guardia di Auschwitz

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93 anni, gli ultimi 30 dei quali trascorsi tranquillamente in Germania, Hans Lipschis è stato arrestato oggi con l'accusa di essere uno degli aguzzini di Auschwitz, il campo di concentramento nazista dove è stato sterminato un milione e mezzo di prigionieri, per la maggior parte ebrei. L'uomo, da quello che riportano i mdia tedeschi, è stato prelevato nella sua abitazione e, dopo la visita di un medico che lo ha definito "sufficientemente in salute per la cercerazione", si trova ora in custodia cautelare.

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L'identità del fermato non è stata resa nota ufficialmente, ma siti, giornali e tv delle Germania hanno diffuso subito il nome di Lipschis e la mancata smentita della procuratrice Claudia Kraut circa le generalità dell'anziano sembrano confermare la certezza dei media. Del resto, è stata proprio un'inchiesta giornalistica a scovare l'uomo in Germania, dopo che dagli anni '50 fino al 1983 ha vissuto a Chicago, negli Stati Uniti.

Finita la guerra, infatti, Lipschis come molti altri nazisti ha cercato rifugio oltreoceano, da dove è stato estradato in seguito alla sua identificazione. Tornato in patria, l'uomo ha dovuto rispondere del suo passato in tribunale, ma si è sempre difeso dicendo che ad Auschwitz era solo un cuoco. All'epoca la Procura non aveva potuto procedere per mancanza di prove, ma oggi la magistratura di Stoccarda ha fatto sapere di averne di "schiaccianti" e di stare mettendo "mettendo a punto l'incriminazione".

Se davvero di Lipschis si tratta, il novantreenne è il quarto ricercato nella lista messa a punto dal Centro Simon Wiesenthal, arruolato nelle SS-Totenkopf Sturmban (il cosiddetto Battaglione della Morte) e descritto come dedito "all'assassinio di massa e alla persecuzione di civili innocenti, soprattutto ebrei". Un ruolo da carnefice per un uomo neppure di origini 'ariane': Lipschis infatti è lituano, ma è stato insignito dai nazisti dello status di "etnicamente tedesco" per i servizi al regime hitleriano.

Nei suoi confronti il governo tedesco sembra intenzionato a procedere mantendo la linea che nel 2011 ha portato alla condanna a 5 anni di carcere di John Demianjuk, per complicità nello sterminio di 28.000 persone: in quel caso la Corte ha stabilito che qualunque sia stato il ruolo nei campi di concentramento, va considerato come complicità nel piano di sterminio dei nazisti.

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