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Harry Potter e l'accusa di plagio

La casa editrice di JK Rowling, Bloomsbury, è stata denunciata all'Alta corte di Londra dalla famiglia di Adrian Jacobs, che nel 1987 scrisse un libro intitolato "The Adventures of Willy the Wizard-No. 1 Livid Land". L'accusa rivolta alla Rowling, "mamma" di "Harry Potter", è quella di plagio.

Secondo la famiglia di Jacobs l'autrice di "Harry Potter" avrebbe copiato "consistenti parti" di "The Adventures of Willy the Wizard-No. 1 Livid Land" inserite poi nel libro "Harry Potter e il calice di fuoco". Il libro di Jacobs sarebbe uscito dieci anni prima della pubblicazione del primo libro di avventure del celebre maghetto.

La casa editrice Bloomsbury ha replicato affermando che si tratta di "accuse sono infondate, senza sostanza e false". Dalla casa editrice hanno spiegato: "E' un'affermazione priva di merito, ci difenderemo con forza... JK Rowling non ha mai sentito parlare di Adrian Jacobs, né letto nulla di suo fino a quando suo figlio fece una denuncia simile nel 2004, quasi sette anni dopo l'uscita del primo Harry Potter, dopo la quale non fu provato alcun plagio. Willy the Wizard è un libretto di scarsa sostanza, lungo 36 pagine, che ebbe circolazione molto limitata. Willy non è un giovane mago e il libro non si svolge attorno a una scuola di magia".

Ma secondo la famiglia Jacobs "sia Willy sia Harry devono capire l'esatta natura della prova principale della gara, cosa che accade dopo che ricevono un suggerimento in bagno. Lì capiscono come salvare ostaggi umani imprigionati da una comunità di creature mezze umane, mezze animali". La famiglia dell'autore morto nel 1997, inoltre, ha affermato che lo scrittore aveva utilizzato i servizi di Christopher Little, l'agente letterario che poi avrebbe lavorato per JK Rowling.

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