Excite

Hollywood, la denuncia degli animalisti: "Gravi maltrattamenti per realizzare i film"

  • Youtube

Un’inchiesta giornalistica mette a nudo uno dei lati meno nobili del cinema americano. Secondo quanto riferito dai cronisti dell’Hollywood Reporter, infatti, solo negli ultimi anni vi sarebbero stati diversi episodi di maltrattamenti, molti dei quali gravi, ai danni di animali utilizzati nei film.

Uno dei casi più eclatanti venuti finora a galla, la morte di un cavallo durante le riprese di “War Horse”del famoso regista Steven Spielberg, ma altrettanto scandalose sembrano essere le pratiche messe in atto sistematicamente nell’addestramento dei vari cani, gatti e non solo per le scene di pellicole di successo, ad insaputa del grande pubblico.

Sembra, stando alle testimonianze raccolte dai giornalisti, che ad esempio la realizzazione di “The Hobbit” sia costata la vita a ben 27 animali, a causa di disidratazione e non meglio precisati “affogamenti”, all’interno di una fattoria in Nuova Zelanda dove gli stessi sarebbero stati addestrati, mentre farà discutere anche il capitolo riguardante la Disney: la durezza dei metodi utilizzati dagli istruttori, sfociata nelle “forti percosse” subite da uno dei cani di razza husky che dovevano trainare una slitta (nella commedia per ragazzi di Paul Walker intitolata “Eight Below”), mal si concilierebbe, se confermata, con lo spirito animalista del prestigioso marchio a stelle e strisce.

Incredibile, poi, l’episodio riguardante la tigre ribattezzata “Richard Parker” del film di Ang Lee “Life of Pee”, sfuggita ad un annegamento praticamente per miracolo, non senza pesanti sofferenze, come emerso da uno scambio di e-mail tra addetti ai lavori del film intercettato da fonti dell’Hollywood Reporter. Vittime sacrificali di “Pirati dei Caraibi”, decine di pesci che abitavano il mare dove si svolgevano le riprese del fortunato lavoro cinematografico sbarcato nelle sale di tutto il mondo qualche anno fa.

Nonostante le diverse segnalazioni pervenute alle varie sedi locali dell’Animal Control, nessuno tra i responsabili dei fatti accertati ha ricevuto alcun tipo di sanzione: le prevedibili pressioni delle prestigiose case di produzione, secondo gli attivisti americani, anche in questo caso avranno avuto la meglio sull’esigenza di tutela dei “senza voce”.

L’eco della sconvolgente inchiesta portata avanti negli ultimi mesi e documentata dettagliatamente dall’Hollywood Reporter, però, potrà contribuire a tenere alta d’ora in poi l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale sui diritti degli “attori non umani” presi in prestito dal cinema a stelle e strisce per realizzare film destinati anche ai più piccoli.

Italia - Excite Network Copyright ©1995 - 2017