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'I froci si curano a Zyklon b': Bocconi shock

La Bocconi si scopre intollerante. Il tempio della Milano moderata e borghese che si arrocca intorno ai privilegi del sapere economico sembra essere tornato al 2003, quando ostacolò fino a bloccarne la nascita il gruppo OiBò - Omosessuali in Bocconi - prima associazione studentesca a dichiarare apertamente il proprio sostegno ai diversi orientamenti sessuali. Da allora di strada se ne è fatta molta, ma evidentemente non ancora abbastanza visto che ieri i manifesti che pubblicizzavano un convegno del BEST - Bocconi Equal Students, che promuove il "rispetto di ogni forma di diversità di genere e di orientamento sessuale" - sono stati imbrattati con scritte omofobe e offensive che invocavano i gas utilizzati dai nazisti nei campi di sterminio.

L'appello di Napolitano contro l'omofobia e l'intolleranza

Un gesto che arriva appena dieci giorni dopo l'aggressione di un militante del Best, insultato al grido di "omosessuale, frocio e ricchione" e minacciato per aver ripreso un ragazzo sorpreso a strappare i poster dell’associazione che sponsorizzavano l’iniziativa del 17 maggio per la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia. Episodio gravissimo - subito condannato in una lettera firmata dal rettore Guido Tabellini e dal consigliere delegato Bruno Pavesi - che però dopo quanto accaduto ieri dimostra che nell'Ateneo esistono e sono ben radicate sacche di intolleranza pronte a sfociare nella provocazione e nella violenza.

Bocciato il testo Pd contro l'omofobia, l'ira della Carfagna

'I froci si curano a Zyklon b' e 'l’hiv la vostra punizione' sono le scritte comparse sui manifesti del convegno promosso dal Best sul talento femminile in ambito lavorativo dal titolo 'Uomini che amano le donne'. Frasi violente, piene di odio, indirizzate ai giovani che fanno parte del Bocconi Equal Students, come indicato apertamente dalla freccia che dagli insulti arriva fino al nome dell'associazione. Una recrudescenza omofoba che gli studenti del Best temono possa espandersi e fare proseliti, sopratutto tra i gruppi più estremi che si muovono all'interno dell'Università. Preoccupazione condivisa anche da Ivan Scalfarotto - vicepresidente del Pd e militante Glbt - invitato a parlare proprio al convegno al centro del grave episodio: "ora bisogna tutelare e incoraggiare i ragazzi dell’associazione anche perché bisogna evitare che si verifichi un’escalation di casi del genere. Purtroppo, la legge Mancino non è stata mai estesa alle tesi omofobiche. Mi chiedo però se scritte del genere, in un Paese civile, non creino sufficiente allarme sociale da poter essere deferite alla magistratura".

Ma gli autori del gesto potrebbero presto essere scoperti: al quarto piano dell'edificio di via Sarfatti dove erano esposti i totem con i poster sono infatti presenti telecamere a circuito chiuso e i tecnici dell'università sono già al lavoro sulle immagini per provare a dare un volto ai responsabili delle scritte. E il rettorato, da parte sua, fa sapere che qualora i colpevoli dovessero essere identificati, gli stessi saranno immediatamente deferiti alla commissione disciplinare. Una posizione chiara e decisa con la quale l'Università prende nettamente posizione contro pericolosi fanatismi.

Foto: repubblica.it - campus.it

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