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I funerali del bimbo morto nella metro a Roma, l'indagato Atac: "In quel momento era difficile pensare"

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Lo striscione che ha avvolto l’ascensore della metro Furio Camillo, a Roma, è stato rimosso (un messaggio subliminale di estrema destra più che un gesto di solidarietà dal momento che il lettering utilizzato è chiamato in gergo "fascio font"). Ma "buon viaggio piccolo angelo" è il leit motiv di questa giornata in cui si celebrano i funerali di Marco, 4 anni, precipitato nella tromba dell'elevatore di quella stazione lo scorso giovedì 9 luglio. Indagato per omicidio colposo Flavio Mezzanotte, il tecnico Atac intervenuto per salvare mamma e figlio rimasti bloccati. Da eroe di inconvenienti quotidiani, Mezzanotte si trova ora in ospedale sotto shock e al centro di un processo insieme ad altri due vigilantes intervenuti sul posto.

"Faceva caldo. Troppo caldo. Lì dentro era una sofferenza incredibile e le persone che erano rimaste bloccate nell'ascensore erano già in preda al panico", ricorda Mezzanotte. "C'era la paura e il non sapere come finirà. In quel momento è difficile pensare. Quando c'è una persona intrappolata in un ascensore, non mi sto a chiedere quali sono le mie mansioni e in che ruolo mi trovo. Non potevo aspettare".

Bimbo morto nella metro, la mamma: "È stato un attimo"

Le indagini, al momento, mettono al centro l’errore umano, nonostante Francesca Giudice, la mamma del piccolo Marco, abbia deciso di non denunciare Mezzanotte. "Si è buttato ai miei piedi in ginocchio. Piangeva a dirotto. Urlava: ‘Perdono perdono" è tutta colpa mia. Perdono" racconta Francesca. “Chi ha soccorso lo ha fatto sicuramente in buona fede. Non ce l’ho con loro, saranno distrutti come me”.

La notizia dell'incidente scuote la città di Roma

Stamattina i funerali del bimbo, in forma strettamente privata, nel cimitero del Verano mentre davanti a quell’antro infernale di Furio Camillo non cessa il via vai di gente che si ferma per lasciare un segno e un omaggio di solidarietà alla famiglia: fiori, candele e peluche cingono l’ascensore in un simbolico abbraccio.

Il legale di Flavio Mezzanotte, l’avvocato Valentina Chianello, racconta dello stato di shock del suo assistito: “È un ragazzo meraviglioso, ha fatto di tutto per salvare la mamma e il suo bambino: ha agito per una questione di sopravvivenza. Ha fatto quello che riteneva opportuno fare, in quell’ascensore faceva un caldo pazzesco. Ora è sedato, disperato, sconvolto. Voleva morire lui”. Scrupoloso è anche la parola con cui lo definiscono amici e colleghi, del team Atac e delle redazioni (Flavio Mezzanotte è anche giornalista pubblicista, ndr).

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