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I minatori cileni raccontano il loro dramma

La triste esperienza dei minatori cileni si è conclusa positivamente. I 33 operai infatti sono riusciti a tornare in superficie incolumi. L'ultimo a risalire la china è stato il cinquantaquatrenne Luis Urzua, leader del gruppo, che una volta tornato a casa ha raccontato con dovizia di particolari i quasi settanta giorni trascorsi a 622 metri di profondità, dal momento del crollo fino al fatidico arrivo delle trivelle.

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Tra le varie confessioni Urzua ha dichiarato che i 33 erano soliti nutrirsi ogni due giorni, al fine di razionare le risorse. Oltre questo ha raccontato che diversi colleghi hanno fatto vari tentativi di salire e 'molti improvvisamente hanno cercato di fare cose che non erano le migliori, ma per fortuna abbiamo saputo mantenere il senno e grazie a Dio nessuno si è fatto male'.

Immancabile inoltre il racconto relativo all'arrivo della prima sonda: 'Quando la prima sonda ci ha raggiunti tutti volevano abbracciare il martello. Erano le sei del mattino e tutti avevamo un piano da seguire per le cose da fare all'arrivo della prima sonda. Ma abbiamo dimenticato tutto, tutti volevano abbracciare il martello'.

Le parole di Urzua hanno ovviamente commosso l'intero Cile, che da tempo sognava di poter assistere a questa narrazione, che è esemplificativa del 'lieto fine' di questa drammatica vicenda.

 (foto © LaPresse)

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