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I neri? Irrimediabilmente meno intelligenti dei bianchi, lo dice il nobel

Quando si parla di genetica chi meglio dello scopritore del segreto della vita potrebbe sembrare affidabile? Eppure stavolta il premio nobel Watson, scopritore nel 1962 insieme a Francis Crick dei segreti del DNA stavolta l'ha sparata grossa. In un'intervista rilasciata al Sunday Times ha infatti affermato di essere pessimista "per le prospettive del continente africano, dal momento che tutte le nostre politiche sociali si basano sul fatto che la loro intelligenza sia pari alla nostra, mentre tutti i test lo smentiscono". L'idea che le stesse capacità di raziocinio siano condivise da tutti i gruppi raziali, ha rincarato lo scienziato, si è rivelata una grossa illusione. D'altronde, continua Watson, "non c'è nessuna fondata ragione di ritenere che le capacità intellettuali di popolazioni che sono state geograficamente divise durante la loro evoluzione avrebbero dovuto evolversi in modo identico. Il nostro desiderio di assegnare a tutti identici poteri raziocinanti come una caratteristica universale dell'umanità non è abbastanza per far sì che questo sia vero". I geni responsabili di questa diversità - ha ipotizzato lo scienziato - saranno probabilmente scoperti nei prossimi anni.

Il nobel, arrivato ieri a Londra per un ciclo di conferenze a presentazione del suo nuovo libro "Avoid Boring People: Lessons from a Life in Science" non è nuovo a simili affermazioni di stampo razzista e discriminatorio. Dopo aver affermato, nel 1997, che una donna avrebbe senz'altro avuto diritto all'aborto se avesse scoperto che il bambino che portava in grembo aveva tendenze omosessuali, se ne uscì con un'altra boutade a sfondo discriminatorio sostenendo che le persone con la pelle di colore scuro avrebbero una libido superiore ai bianchi. Grande sostenitore dell'eugenetica, ha sostenuto anche se sarebbe meraviglioso se fosse possibile manipolare geneticamente gli embrioni ottenendo tutte persone bellissime e che prima o poi si troverà una cura genetica per la stupidità.

Naturalmente la sua ultima affermazione ha scatenato - e giustamente - un'infinità di polemiche ed è finita sotto il mirino della "Equality and Human Rights Commission" e delle organizzazioni contro il razzismo, che hanno suggerito di incriminare Watson in base alle leggi sull'odio razziale. Il portavoce del "1990 Trust", un gruppo per i diritti umani delle persone di colore, ha dichiarato: "è stupefacente che un uomo così noto e famoso si abbandoni in questo modo a commenti a sfondo razzista. Questo significa dare alimento ai peggiori pregiudizi e ci piacerebbe che le sue affermazioni fossero esaminate per chiarire se ci sono basi per sporgere denuncia contro di lui"

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