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I romeni espulsi finora sono 177

L'elefante sembra aver partorito il proverbiale topolino. A due settimane dall'emanazione del decreto espulsioni, votato con urgenza in seguito all'omicidio di Giovanna Reggiani, i dati del ministero dell'Interno aggiornati al 15 novembre 2007 parlano di 177 destinatari di provvedimento espulsivo. (Guarda le immagini dei primi sgomberi)

Nella foga post decreto si era parlato di cifre a tre zeri ma la realtà, come prevedibile, ha smorzato gli "entusiasmi" di molti. Il questore Francesco Cirillo spiega che "le persone individuate avevano precedenti penali e dunque rientravano nei criteri fissati dal governo. Ma nel passato non hanno mostrato particolare propensione alla violenza e quindi abbiamo ritenuto di poter concedere loro il tempo sufficiente a organizzarsi per andar via con i familiari. La linea deve essere dura, ma io credo che in ogni azione non debbano mai mancare l'umanità e il buon senso". Sulla stessa linea il prefetto Giuseppe Romano: "Ci stiamo muovendo con metodo e regolarità. Il criterio che ci guida è quello di privilegiare le espulsioni di persone che hanno precedenti penali robusti e quindi possono rappresentare un pericolo. Nella nostra città non ci sono Cpt e quindi facciamo in modo di portarli a Malpensa ogni volta che c'è l'aereo per Bucarest".

La raccomandazione del ministro dell'Interno Giuliano Amato "espulsioni mirate, perché siamo in uno Stato di diritto" è quindi stata ben recepita . Soddisfatti gli esponenti della sinistra radicale che temevano l'eccessiva e aprioristica "discriminazione nei confronti dei poveracci" e ascoltate le autorità romene che avevano accusato l'Italia di razzismo. Quindici giorni sembrano comunque pochi per giudicare l'effetto di un provvedimento legislativo anche se "di natura eccezionale". Attendiamo quindi dati più stabili e più a lungo termine.

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