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Identificazione, in mostra scatti di questura

'Identificazione' è il titolo della mostra, curata da Achille Bonito Oliva, che raccoglie circa ottomila foto di questura scattate a Roma negli anni Cinquanta e Sessanta. I volti ritratti nelle numerose immagini - esposte dal 31 gennaio al 28 febbraio nella libreria-galleria 'Il Museo del Louvre' di Giuseppe Casetti in via della Reginella a Roma - raccontano l'Italia criminale di quegli anni. "I loro sguardi ci confidano un dolore senza redenzione e non ci permettono di soffermarci a guardarli - scrive Casetti nel testo in catalogo - possiamo solo sbirciare quei volti per non essere coinvolti nella tragicità dei loro percorsi emotivi".

Identikit di colpevoli, di sospetti, di gente scomparsa nel nulla, foto segnaletiche, immagini di arresti. E ancora foto di attrezzi utilizzati dai criminali come i kit da scassinatori o i barattoli di marmellata pieni di cocaina e poi le refurtive, dalle opere d'arte agli alimentari. “La foto segnaletica - scrive Bonito Oliva - è un elemento che sviluppa non l’interpretazione del soggetto ma piuttosto una sorta di descrizione fenomenologica". Dall'avere un valore legato al crimine le immagini fiscono per assumere un valore prettamente iconografico.

Le foto in mostra ritraggono personaggi pittoreschi. Volti ignoti di travestiti, maitresse, banditi e gente all'apparenza per bene. Giovani e vecchi, uomini e donne raccolti e disposti come a formare un'unica composizione. E tra i tanti sconosciuti spunta anche qualche figura famosa. "Cristo 63, teatro laboratorio Roma libera, capocomico Bene Carmelo, accusati atti osceni, spettacolo sospeso in violazione legge tutela della pubblica moralità" recita il retro di un'istantanea. Per Achille Bonito Oliva "la galleria di furfanti sembra totalmente impostata sotto l'ottica di un'unica poetica, la stessa adoperata da Warhol e basata sull'impersonalità, sull'oggettività e sulla neutralità".

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