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Il Capitano Schettino in compagnia di una donna moldava

Sono riprese all'alba le ricerche da parte dei sommozzatori delle 26 persone che ancora risultano disperse, mentre rimane 11 il numero delle vittime ufficiali: è una corsa contro il tempo, la nave per via delle mareggiate si è già mossa di un metro e mezzo e le previsioni meteo non favorevoli potrebbero rendere impossibile continuare le ricerche.

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Intanto, diventa sempre più urgente anche agire sul carburante, un serio rischio per l'area con ben 2000 litri da contenere: saranno necessari alcuni mesi per spostare la nave lunga 300 metri, mentre Smit Salvage, la ditta incaricata di prelevare il carburante, afferma che ci vorranno dalle 2 alle 5 settimane per ripulire i serbatoi. Secondo il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, il naufragio della nave ha provocato già i primi danni ambientali: per ora il fenomeno è "molto contenuto" relativo "ai fondali dell'isola del Giglio", ha detto, ma "La situazione è al limite, perché la nave è in posizione instabile. E' una corsa contro il tempo".

La telefonata De Falco - Schettino e tutti i video dell'incidente

Il tam tam mediatico non si è fermato un attimo in questi giorni e se in televisione i vari Porta a Porta, Matrix, Chi l'ha visto, cercano di scandagliare minuto per minuto tutto quello che è successo in quella tragica notte d'Inverno sulla Costa Concordia, in rete i più cinici creano video in cui si prende in giro il comandante della nave Francesco Schettino con parodie alla Full Metal Jacket, si sponsorizzano magliette con la ormai 'celebre' frase del Comandante della Capitaneria De Falco ' Vada a bordo cazzo!', in un continuo controbattere che ha reso alcuni aspetti della tragedia quasi una barzelletta.

Nonostante il processo mediatico, Schettino è tornato a Meta di Sorrento, agli arresti domiciliari, forte del supporto di amici e parenti che credono nella sua buona fede nonostante gli errori commessi. Il Gip di Grosseto non ha riscontrato il pericolo di fuga e di inquinamento delle prove, disponendo appunto, i domiciliari "con divieto assoluto di allontanarsi e di comunicare con qualunque mezzo con persone diverse dai suoi conviventi": dalla Procura, però, non ci stanno e fanno sapere che "...l'ufficio si determinerà ad impugnare l'ordinanza del gip e a fare ricorso al tribunale del riesame"

Ma intanto, il mistero di ciò che accadde in quella serata sulla plancia di comando s'infittisce, pare che una donna moldava fosse in compagnia del Capitano della nave, si chiama Domnika, ha 25 anni ed era seduta nella saletta attigua alla plancia di comando della Costa Concordia, dove osservava l’attività del capitano, il suo nome, però, non compare in nessuna lista ufficiale delle persone presenti a bordo.

Potrebbe essere lei la super testimone per aiutare gli inquirenti a capire cosa sia successo quella notte, ma non essendo iscritta in nessun registro, non si sa se sia riuscita ad evaquare o sia dispersa. Altro giallo che riguarda il perchè del mancato allarme al momento dell'impatto, risale alla chiamata fatta dal comandante Schettino al responsabile dell’unità di crisi della società di navigazione della Costa Crociere, Roberto Ferrarini: il sospetto dei pm è che proprio da lì possano essere venute indicazioni sul ritardo da tenere nella richiesta di soccorso.

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