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Il falso interprete dei funerali di Mandela accusato di omicidio. Nella sua fedina anche stupro e furto

di Simone Rausi

Lui, l’uomo che “scacciava le mosche”, ovvero il finto interprete del linguaggio dei segni che durante la commemorazione di Nelson Mandela ha gesticolato a pochi centimetri dagli uomini più potenti del mondo, è un criminale. Il riferimento non è al bluff in mondovisione ma a una fedina penale sconcertante che pone Thamsanqa Jantjie al centro di episodi quali furto, stupro e omicidio.

Il falso interprete si scusa: “Vedevo gli angeli allo stadio”

L’uomo infatti ha un curriculum da ergastolo. Accusa di omicidio e sequestro di persona nel 2003, stupro nel 1994 e furto, l’anno dopo. Senza contare tutti gli episodi di immotivata e improvvisa furia violenta. Alcune delle accuse, quella di stupro ad esempio, sono decadute. Altre, vedi l’omicidio, sono state archiviate a causa della sua incapacità di sostenere un processo. Altre ancora invece, quella del furto, sono giunte a condanna ma nessuno riesce a capire se il finto interprete abbia scontato o meno la pena carceraria perché il suo fascicolo è inspiegabilmente vuoto.

Intervistato da alcuni giornali locali, Jantjie ha ammesso di soffrire di una rara forma di schizofrenia. "Soffro di una malattia molto grave, sento voci che non capisco e perdo il controllo. Stavo facendo quello che credo sia la mia vocazione” dice riferendosi alla cerimonia. “Non c'era nulla che potessi fare, ero da solo in una situazione pericolosa. Ho cercato di controllarmi e non far vedere al mondo cosa stava succedendo. c'erano poliziotti armati intorno a me".

L’uomo, infine, ha ammesso con candida innocenza, le sue inclinazioni violente. "Ho passato oltre un anno in un ospedale psichiatrico. Mi capita all'improvviso, non so perché, ma quando succede posso diventare molto violento". Insomma, un ottimo biglietto da visita. Quello che ci si chiede è come possa l’uomo essere arrivato fino a pochi centimetri da Obama eludendo la sicurezza ma, soprattutto, presa coscienza del suo passato, la domanda che tutti si fanno è: che ne sarà di Thamsanqa Jantjie

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