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Il garage dimenticato coi lucchetti di Ponte Milvio. Il Municipio: "Possiamo aiutare anziani e malati"

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di Simone Rausi

Verrebbe da pensare “ecco che fine fa l’amore”: arrugginito, dimenticato, seppellito sotto metri di polvere. È meglio che Federico Moccia non legga questa notizia o potrebbe venirgli un colpo (e sinceramente, passare da tre metri sopra il cielo a un paio di metri sotto terra non è proprio il massimo). I lucchetti di Ponte Milvio, il simbolo dell’amore eterno adolescenziale, sono finiti in un garage, esattamente come si fa con i costumi da bagno a Settembre.

Ponte Milvio, via i lucchetti dell’amore.

Nel Settembre del 2012 gli operai avevano usato pinze e tenaglie per distruggere ciò che nulla – secondo quanto scritto – doveva separare. Zac, addio a Ely e Matteo. Trac, ciao Sofi e Luca, tante belle cose. Sbam, addio Pucci e Lidia, tieniti l’anello, poco importa. In realtà, dietro questi zuccherosi simboli iconici, si nascondeva il pericolo di crolli e danni a un pezzo storico della Capitale. Il ponte Milvio c’ha un’età e il peso di tutto quell’amore, sinceramente, era troppo da sostenere. Da un anno i lucchetti sono a prendere ruggine nel municipio di Via Flaminia (una piccolissima parte) ma, soprattutto, in un piccolo garage dell’ufficio anagrafico di Cesano, in via della stazione di Cesano 836.

Chili e chili, se non quintali, di ferro e acciaio sepolti dal tempo e dalla polvere. Le infiltrazioni d’acqua stanno letteralmente mangiando tutti i lucchetti e urge un intervento, tempestivo. No, Cupido non c’entra e di rosso qui c’è solo la Croce. L’idea di Alessandro Cozza, vicepresidente con deleghe alla cultura, allo sport e alla scuola, è quella di vendere rame e ottone per cercare di acquistare, con i guadagni, dei defibrillatori per la Croce Rossa e finanziare opere di recupero di alcune infrastrutture cittadine. Bisogna fare in fretta però perché più passa il tempo più il recupero dei metalli “integri” diventa difficile.

E pensare che quel 10 Settembre dello scorso anno di idee ce n’erano a bizzeffe. C’è chi proponeva di trasferire tutto al Ponte della Musica e chi voleva creare un museo permanente all’Eur. «Quello che possiamo fare concretamente – dice Daniele Torquati, presidente del Municipio – è fare un avviso pubblico per venderli: possiamo aiutare un centro anziani o fare un intervento legato al sociale. Nel frattempo i lucchetti e le loro storie d’amore sono a prendere polvere.

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