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Il matrimonio gay di Francesca Vecchioni: prima coppia di fatto a Milano

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Sono stati l'ex consigliere Pds Paolo Hutter e il compagno Paolo Oddo ad inaugurare ieri il Registro delle Unioni civili a Milano, approvato dalla giunta di Palazzo Marino non senza polemiche a fine luglio. Un provvedimento fortemente voluto dal sindaco Giuliano Pisapia, che si è battuto perchè Milano avesse, come le più grandi città europee e già un centinaio di comuni italiani, la sua anagrafe delle coppie di fatto: un modo per riconoscere le tante forme di famiglia presenti nella società che non sono sancite dal matrimonio.

Il matrimonio di Francesca Vecchioni a Milano: guarda il video

Storico attivista dei diritti gay, Paolo Hutter è stato il primo ad iscriversi al registro delle unioni civili in una sala del Comune invasa da fotografi e giornalisti. Subito dopo la coppia si è recata in piazza della Scala per festeggiare: un luogo non scelto a caso, anzi, fortemente simbolico perchè proprio lì l'ex consigliere comunale milanese nel 1992 celebrò dieci simbolici matrimoni gay. La coppia, insieme ad un gruppo di rappresentanti dell'Arcigay milanese guidato dal Presidente Marco Mori, ha apposto in piazza una targa che invoca una legge per il riconoscimento delle unioni omosessuali in Italia.

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Ad inaugurare l'anagrafe delle coppie di fatto, anche Francesca Vecchioni e la sua compagna Alessandra Brogno: la figlia del celebre "Prof." Roberto Vecchioni ha voluto ufficializzare la sua relazione da cui sono nate anche due gemelline grazie all'inseminazione artificiale in Olanda. E anche le due bambine hanno partecipato alla cerimonia in comune in braccio alle mamme: dopo la firma del documento, Francesca e Alessandra si sono scambiate gli anelli e un tenero bacio a sugellare il loro "matrimonio". Poco dopo è stata la volta di un'altra coppia dal nome celebre, quella formata dal giornalista Dan Lerner (il fratello del più famoso Gad, conduttore de L'Infedele su La7) e la sua compagna.

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Nel giorno dell'apertura del registro, in totale diciotto coppie si sono presentate in Comune a Milano per mettere nero su bianco la propria relazione, di cui quattro sono coppie omosessuali. E c'è già chi, numeri alla mano, parla di flop, almeno per quanto riguarda le richieste di registrare le unioni gay. Mentre invece, per l'assessore comunale ai Servizi civici, Daniela Benelli, si tratta di un risultato dal grande valore simbolico che scaccia via ogni polemica politica: "Il centro destra prima ci criticava perchè diceva che si trattava di un provvedimento esclusivamente per coppie omosessuali, e ora che sono di piu' gli etero ad iscriversi se ne lamentano. Le percentuali, invece, riflettono la composizione delle coppie di fatto a Milano. Abbiamo fatto un passo verso la civiltà europea e non possiamo che esserne felici".

Qualche dubbio aleggia ancora sui risvolti concreti dell'anagrafe delle unioni civili (che qualche mese fa è stata istituita anche a Napoli per volere del sindaco De Magistris), visto che l'iscrizione non comporta alcun effetto di tipo legale per le coppie. Ma la portata di questa innovazione è certamente quella di rendere ufficiale una conquista di civiltà per i diritti gay, in attesa che sia una legge nazionale, come avviene in molti paesi d'Europa, e regolamentare la materia.

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