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Il Papa in Brasile: Francesco bloccato tra la folla. Problemi di sicurezza, trovata bomba

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In Brasile è Papa-mania: dopo l'arrivo all'aeroporto di Rio de Janeiro alle 16 di ieri (le 21 in Italia), Francesco - che fin da subito ha chiesto espressamente di poter salutare la gente, prima di qualsiasi incontro ufficiale - ha attraversato la città in auto alla volta della Cattedrale metropolitana, dove era previsto che salisse sulla Papa-mobile per un giro tra la folla, ma nel tragitto la macchina sulla quale viaggiava è stata letteralmente presa d'assalto dai pellegrini, creando momenti di grande apprensione tra gli uomini della scorta.

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La decisione del Pontefice di non usare vetri blindati, come le richieste inflessibili circa il contatto con i fedeli, hanno infatti mandato in tilt il servizio d'ordine. In particolare, il capo gabinetto della presidenza brasiliana, Gilberto Carvalho, ha definito "un errore" la scelta della "corsia" lungo la quale si è mossa l'auto di Francesco: le persone si sono ammassate contro il veicolo, calorosamente, e il Papa da parte sua non è sembrato preoccupato, anzi, ha pure baciato un bambino, ma la scorta ha dovuto fare fronte a momenti di estrema tensione, respingendo con vigore la folla, in alcuni casi menando anche qualche manrovescio.

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Chi sia il responsabile dell'"errore" ancora non si sa - e quando salterà fuori, di certo non passerà un bel momento - ma sta di fatto che sull'avenida Vargas a un certo punto la vettura di Francesco ha percorso 500 metri in 12 minuti. Ad ogni modo il Pontefice è uscito sano e salvo dall'avventura - "un sollievo", ha detto Carvalho - e ha proseguito con gli appuntamenti in programma.

Dopo il giro in Papa-mobile (rigorosamente aperta, se non per un sottile foglio di plexiglass anti- pioggia), Francesco ha partecipato a una cerimonia a palazzo Guanabara, sede del governatore di Rio, presieduta dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff, che aveva già accolto il Pontefice all'aeroporto, e qui, purtroppo, subito dopo sono scoppiati dei disordini tra manifestanti locali e polizia. La protesta, rivolta in particolare contro il governatore Sergio Cabral (già bersaglio degli scontri del mese scorso), ha provocato il ferimento di un fotografo della AFP, Yasuyoshi Chiba, e di un poliziotto, gravemente ustionato da una molotov.

La manifestazione contro Cabral è stata organizzata su Facebook da Anonymous Rio, ma gli organizzatori hanno spiegato: "Non è una protesta contro il Papa o la Chiesa cattolica. Ma un grido contro la corruzione e per servizi pubblici più degni". Tuttavia, dopo le violente manifestazioni di giugno, l'allerta è ovviamente altissima e la notizia della scoperta di una bomba artigianale nel parcheggio del Santuario di Maria d'Aparecida, nello stato di San Paolo, dove Francesco si recherà mercoledì, giustifica la tensione e l'incredibile spiegamento di uomini e mezzi per la sua sicurezza: 30 mila militari vigilano infatti sul Papa, in quella che è stata definita una delle operazioni più imponenti nella storia del paese.

Per quanto riguarda gli appuntamenti del Pontefice, se giovedì è noto che il Papa ha subito chiesto un fuori-programma per incontrare i pellegrini argentini, è invece mistero fitto sugli impegni di oggi: sull'agenda di Francesco, infatti, non è segnato nulla. Che il Pontefice voglia appofittarne per uno dei suoi giri low profile, praticamente in incognito? Un po' difficile da mettere in pratica, ma per quello che ha mostrato fino a oggi Francesco, non impossibile o, almeno, non impossibile da escludere a priori.

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