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Il Papa non va a La Sapienza: le reazioni

Ecco alcune delle reazioni all'indomani della decisione vaticana di cancellare la visita del Papa a La Sapienza:




I vostri commenti

Renato Guarini
, Rettore de La Sapienza:
"Una sconfitta per la libertà di espressione e per il mondo laico". Rammarico per un'occasione persa: "quella di ascoltare la voce di uno studioso di grande fama conoscitore dei problemi della scienza e dell'etica".

I docenti "ribelli"

Carlo Bernardini, ex docente di metodi matematici a La Sapienza:
"Giovedì senza di lui sarà una grande festa". È il primo atto di buona volontà del Papa: non mi sembra il caso di far nascere tafferugli". Censura? "No, può parlare quando vuole in altre sedi. Non era il caso di inaugurare l'anno accademico con un'autorità religiosa (perché come filosofo un credente è un po' fiacchetto)".

Paolo De Nardis
, ex preside di Sociologia delle Comunicazioni:
"La paura era che dalla pena di morte passasse a parlare di aborto: per una vicenda nata male è la soluzione meno peggio".

La politica "rammaricata":

Romano Prodi:
"Profondo rammarico per la decisione di Benedetto XVI, solidarietà forte e convinta alla sua persona" e un invito "affinché possa mantenere il programma originario, poiché "nessuna voce deve tacere nel Paese, e a maggior ragione quella del Papa".
"Condanno i gesti, le dichiarazioni e gli atteggiamenti che hanno provocato una tensione inaccettabile, e un clima che non fa onore alle tradizioni di civiltà e di tolleranza dell'Italia".

Silvio Berlusconi:
"La sinistra faccia un esame di coscienza".
"La rinuncia del Papa è il segno dell'intolleranza e di un fanatismo che nulla hanno di autenticamente laico. Ferisce e umilia l'Università italiana e in generale lo Stato, non in grado di garantire la libertà d'espressione alla massima autorità religiosa. La sinistra dovrebbe fare un severo esame di coscienza: l'alleanza con frange intolleranti e la campagna di anticlericalismo fomentata da alcuni partiti della maggioranza hanno creato il clima nel quale è maturata questa pagina vergognosa. Grave ferita per la libertà del nostro Paese da parte di un'ideologia settaria e faziosa".

Carlo Azeglio Ciampi:
"Anzitutto devo dire che mi spiace molto per la rinuncia di Benedetto XVI. Molto, anche perché potrebbe provocare un danno enorme nelle relazioni tra Stato e Chiesa. L'episodio va infatti inquadrato in un crescendo di prove di forza in cui le due sponde del Tevere si sono misurate negli ultimi anni. In alcune circostanze alzando i toni fino all'eccesso, alimentando frizioni e rendendo più difficile il dialogo. Se non si interrompe una simile deriva, si rischia di riportare indietro di un secolo l'orologio della storia italiana. Senza vincitori né dall'una né dall'altra parte".

Pier Ferdinando Casini:
"È avvilente evitare di ascoltare il Papa quando in cattedra salgono i terroristi ed i cattivi maestri del'68". Se l'intolleranza diventa il verbo di chi insegna, che formazione offre l'università italiana?".
"Poveri giovani, mi viene da dire".

Roberto Calderoli:
"L'immagine del Paese, dopo lo scandalo dei rifiuti di Napoli e questa sconcertante vicenda, ne esce devastata".

La nota del cardinal Ruini:
"Invito i fedeli, ma anche tutti i romani, ad essere presenti in piazza San Pietro per la recita dell'Angelus di domenica prossima 20 gennaio. Sarà un gesto di affetto e di serenità, sarà espressione della gioia che proviamo nell'avere Benedetto XVI come nostro Vescovo e come nostro Papa". In questa circostanza che colpisce tanto dolorosamente tutta la nostra città la Chiesa di Roma esprime la sua filiale e totale vicinanza al proprio vescovo, il Papa, e dà voce a quell'amore, a quella fiducia, a quell'ammirazione e gratitudine per Benedetto XVI che è nel cuore del popolo di Roma".

Lanfranco Turci:
"Siamo sicuri che sia giustificata la rinuncia del Papa? A parte alcune voci, per altro non decisive, la reazione alla visita annunciata si era espressa in una contestazione civile e di merito alle note tesi di Benedetto XVI su ricerca scientifica e diritti civili. Dopo la rinuncia, si sta montando una campagna di vittimismo che appare del tutto contraddittoria e infondata in una fase di invadenza clericale che non ha precedenti nella storia dell'Italia repubblicana".

Il nostro Zoro:
"Peggio del Papa che ingerisce con le parole nelle cose di casa nostra c'è solo il Papa che decide di ingerire senza parlare".

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