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Il virus che provoca la stupidità scoperto da ricercatori universitari: fa diventare lenti e poco reattivi

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di Simone Rausi

Sei stupido? Non puoi farci nulla, hai un virus. I tonti ringraziano la Medical School dell’Università del Nebraska per aver fornito loro qualcosa che và al di là di qualsiasi alibi e che frantuma in un attimo derisioni, sensi di colpa e commiserazioni: una spiegazione scientifica. Secondo il dottor Hopkins, a capo del team di ricerca, a “provocare” la stupidità sarebbero le infezioni da Chlorovirus ATCV-1, un “algae virus” presente in quantità elevate in natura.

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Il virus, infatti, renderebbe le persone infette meno reattive agli stimoli esterni. Questo manco a dirlo, si traduce in quella lentezza mentale e in certe espressioni da bradipo in letargo che, qualche volta, abbiamo visto in giro (o allo specchio). Il microrganismo incriminato sarebbe stato scoperto dal team in modo casuale. La squadra di ricercatori, infatti, stava portando avanti uno studio sulle infezioni alla gola quando ha scoperto qualcosa che lo stesso Hopkins ha definito “importantissima”. Si tratta, infatti, della prima volta che viene scoperto un legame tra i processi cognitivi umani e i microrganismi presenti nel mondo esterno. A quanto pare, contrarre il virus sarebbe abbastanza semplice e i numeri degli studi si rivelano a dir poco sorprendenti.

Pare infatti che su 90 persone esaminate, ben 40 sarebbero risultate positive al virus(i loro risultati ai test di intelligenza sono stati pessimi). Le “cavie” umane sono state sottoposte a prove di attenzione e decodifica visiva. Il risultato, secondo il team della Medical School, è che circa la metà delle persone (almeno secondo il campione) potrebbero tranquillamente essere definite “stupide”. Facciamoci un esame di coscienza (ma anche un cruciverba, giusto per capire come siamo messi).

il virologo Robert Yolken ha ammesso, infine, che una parte di colpa è sempre imputabile alla genetica e al contesto socio-culturale in cui si cresce ma, senza alcun dubbio, ha dichiarato che “E’ possibile affermare che le differenze di intelligenza fra le persone sono spesso arricchite da microorganismi e dal modo in cui interagiscono con il nostro corpo”.

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