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Il virus Ebola scrive lettera di Natale al medico italiano. Gli auguri inquietanti dello Spallanzani di Roma

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di Simone Rausi

Probabilmente le buone intenzioni c’erano tutte. Forse voleva essere un modo per sdrammatizzare, ora che il quadro clinico del medico siciliano ricoverato allo Spallanzani di Roma lo permette. Di base, quasi sicuramente, c’era la voglia di festeggiare, di farlo in un modo ironico. Peccato perché il risultato è stato un attimino inquietante. La lettera di Auguri indirizzata al paziente zero e al team del polo medico è scritta direttamente dal virus Ebola. È proprio la terribile malattia a raccontare, quasi come fosse una favola per bambini, gli ultimi 30 giorni all’interno del medico ricoverato.

Il medico italiano con Ebola ricoverato dopo il ritorno dall’Africa

L’idea pare essere dell’infermiere professionale Marco Cassandra (a cui comunque vanno i complimenti, oltre che per il lavoro svolto, anche per le capacità di vignettista) in accordo con il resto del personale sanitario. Complimenti che, però, viene difficile fare una volta dinanzi allo scritto. Sulla lettera campeggia una caricatura del virus con tanto di falce della morte insanguinata e cappello di Babbo Natale. Poi si comincia a leggere il contenuto e si rimane quanto meno stranizzati. Senza considerare le gaffe di cattivo gusto a cui si va incontro. Ma cosa ci sarà mai scritto tra le righe di questi speciali auguri? Leggiamo insieme il contenuto...

Carissimi quest’anno che festeggiavo i miei 38 anni, avevo voglia di viaggiare e volevo vedere Paesi nuovi. Sapete benissimo quanto io sia innamorata dell’Africa, sono stata innamorata di tantissime persone, chi mi ha ospitato lo sa bene quanto sono morbosa. Ora sono cresciuta, sono famosa in tutto il mondo e tutti mi cercano, negli aeroporti non sapete cosa ho dovuto fare per non farmi riconoscere. Sono andata in America, in Spagna, poi mi sono innamorata di un medico Italiano, un colpo di fulmine. Lui aveva tutti i sintomi febbre, cefalea, mal di pancia. È fatta mi sono detta mi faccio portare in Italia”.

Poi la lettera del simpatico Ebola continua ancora citando pure i “fratellini” Aids ed Epatite (e qui non si può fare a meno di contrarre un po il viso): “Voi fratelli HIV -HCV- HBV mi avevate sconsigliato di andare allo Spallanzani perché non vi siete mai trovati bene ed io non vi ho dato ascolto. All’arrivo all’aeroporto pensavo di conoscere altra gente, invece ci hanno isolati chiusi dentro un contenitore come i lactobacillus dentro un tetrapak, lo Spallanzani poi si è rivelato un posto veramente inospitale, durante il soggiorno nonostante sapessero che mi dava fastidio l’ipoclorito di Sodio ne hanno usato a fiumi.” A questo punto parte la fase autocompiacimento della lettera: “Il personale Medico ed Infermieristico e tutto il personale dell’Ospedale hanno ostacolato in tutti i modi questa nostra luna di miele, hanno parlato male di me, addirittura hanno creato un’unità di crisi per non farci vivere questa storia d’ Amore data in pasto alla stampa. Tutti i giorni ci sono stati addosso, mai un momento di intimità notte e giorno sempre pronti, professionalmente preparati, mai una sbavatura, perfetti. Anche l’Oms che mi dà la caccia da anni, li ha elogiati.”

E infine, come in tutte le favole che si rispettino, arriva l’happy ending: “Allora ho preso una saggia decisione, ora che è Natale forse lo lascio!! Auguro a Lui e a tutta la sua famiglia un Buon Natale. Auguro Buone Feste anche a tutto il personale dell’Ospedale Spallanzani nonostante mi abbia reso il soggiorno un inferno. Torno in Africa. Firmato Vostra EBOLA”. Torno in Africa? Lo scivolone finale è vagamente agghiacciante. Quando si dice humour nero…

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