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Il Volgarometro classifica le parole più offensive per gli italiani

Sono gay, handicappato e mafioso gli insulti più pesanti secondo gli italiani interpellati dal Volgarometro, la prima ricerca sul turpiloquio condotta su 2.615 persone.

Promosso dal mensile Focus, il Volgarometro è stato curato da Vito Tartamella che ha dato vita ad un sondaggio anonimo e rapido che in 5 minuti ha permesso ai "volontari" di stilare la classifica personale delle parole più brutte secondo gli italiani.

I navigatori sono stati invitati ad assegnare un punteggio da 0 a 3 a 152 parole volgari di uso comune ed è stato poi monitorato il numero delle risposte e la tipologia stilando dunque una classifica degli insulti considerati peggiori.

Le accuse sentite più offensive e più gravi risultano relative alla (mafioso, ladro, infame) e della per le donne (gay, lesbica); offesive anche le parole che rimandano all'universo della malattia, della morte e della disabilità.

Perdono invece valore gli insulti classisti (pezzente, barbone), quelli etnici (negro, terrone) e quelli religiosi (talebano).

Infine il sondaggio rileva che dal confronto tra i termini fascista e comunista, si note come il primo è considerato più offensivo rispetto al secondo.

Immediata la replica di Imma Battaglia, presidente Di Gay Project, candidata Europee con Sinistra e Libertà secondo cui "che gay venga considerato uno dei più gravi insulti è sintomo di pericolosa omofobia. Ma non sorprende dal momento che c'è una quotidiana comunicazione che usa il sesso e soprattutto il corpo delle donne originando una politica "machista" che fa della virilità e dell'omofobia fatto politico. Se gay in Italia fosse sinonimo di normalità per la politica e per le leggi probabilmente non avremmo più tale vilipendio".

"Questo sondaggio è una delle indagini linguistiche più corpose svolte in Italia e l'unico a fotografare in modo significativo la percezione attuale delle parolacce, al di là delle impressioni dei singoli", ha spiegato Taramella aggiungendo che "pur non pretendendo di interpretare tutte le numerose sfumature d'uso delle parolacce, un sondaggio del genere puo' essere utilizzato anche nelle aule di tribunale, per dare al giudice il peso di un insulto in una querela per diffamazione".

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