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Ilaria Leone, Ablaye Ndoye arrestato per l'omicidio della diciannovenne

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Dopo il fermo di due uomini e una mattinata di interrogatori serrati, i carabinieri di Donoratico hanno condotto nel carcere di Livorno Ablaye Ndoye, un senegalese di 33 anni, che al momento risulterebbe l'unico indiziato dell'omicidio di Ilaria Leone, la diciannovenne ritrovata morta l'altro giorno in un oliveto a Castagneto Carducci, in provincia di Livorno. Rilasciato invece l'altro uomo.

Ilaria Leone, le foto su Facebook

"Assassino, assassino" hanno gridato gli amici della vittima all'indirizzo di Ndoye quando è uscito dalla caserma, mentre una ragazza ha detto: "Lo sapevo che era lui". E a quanto pare proprio i giovani della compagnia frequentata da Ilaria hanno messo gli inquirenti sulla pista del senegalese, indicandolo come uno dei possibili sospetti.

Immigrato irregolare con precedenti per furto, lesioni e rissa e destinatario di un provvedimento di espulsione, il trentatreenne è uno spacciatore e dalle indiscrezioni trapelate l'omicidio potrebbe essere scaturito in un contesto di droga. "Il senegalese fermato per l'omicidio di Ilaria Leone era conosciuto come spacciatore e la giovane era una consumatrice di sostanze stupefacenti", ha spiegato il procuratore di Livorno, Francesco De Leo, in una conferenza stampa congiunta con il comandante provinciale dei carabinieri, Massimiliano Della Gala, aggiungendo che anche se l'uomo non ha ancora confessato, "su di lui ci sono pesanti indizi". Tra questi, il cellulare di Ilaria, che i carabinieri hanno ritrovato nello zaino di Ndoye (che è stato fermato mentre si spostava in bicicletta tra Piombino e Castagneto grazie alla collaborazione della locale comunità senegalese), e una serie di telefonate tra lui e la vittima.

Secondo le prime ricostruzioni, la diciannovenne, che era una consumatrice occasionale di hashish, potrebbe avere chiamato l'uomo per concordare un appuntamento. Alcuni testimoni hanno raccontato ai carabinieri che Ilaria intorno alle 22 e 15 ha avuto un'accesa discussione telefonica con qualcuno e poi si è allontanata in una strada secondaria. "Vado a fare due passi a piazzale Belvedere", avrebbe detto la giovane a Stephanie, una collega, e quella è stata l'ultima volta che è stata vista viva.

Al momento gli investigatori non azzardano altre ipotesi, ma al momento sono in corso esami su alcune tracce biologiche prelevate dal corpo di Ilaria che, insieme all'autopsia, potranno dire se la giovane ha subito violenza e se ad attuarla è stata proprio Ndoye. In base alle ultime notizie circolate, inoltre, gli inquirenti sospettano che la ragazza sia stata uccisa altrove e poi trascinata nell'oliveto dov'è stata ritrovata.

E intanto il paese di Castagneto Carducci si è stretto intorno alla famiglia della vittima: "Quello che è accaduto in queste ore ci fa inorridire!", si legge in una nota firmata da sindaco, giunta e capigruppo consiliari, che prosegue dicendo: "Quello che è successo a Ilaria è una cosa atroce, indicibile, sconvolgente che ci lascia senza parole. Siamo tutti vicino alla mamma, al babbo e a Mattia" e invitando tutta la popolazione a "una veglia silenziosa in piazza del popolo a Castagneto Carducci alle ore 21.30".

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