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Ilva evacuata, colpita da tromba d'aria: feriti e dispersi

  • Corriere.it


Update ore 21.45
Dopo le dichiarazioni di oggi pomeriggio di Cataldo Ranieri, operaio dell'Ilva ed esponente del comitato Cittadini e lavoratori liberi e pensanti, che a una conferenza stampa indetta da Angelo Bonelli dei Verdi è intervenuto a titolo personale affermando che l'operaio disperso non avrebbe dovuto trovarsi sulla gru, dal momento che poiché la macchina è dotata di un anemometro che la blocca in condizioni di forte vento l'unico modo per farla funzionare è disattivare il sistema di sicurezza, è arrivata una dura replica dell'Ilva, che ha dichiarato che essendo le affermazioni dell'uomo "destituite da ogni fondamento", l'azienda "si rivarrà in tutte le sedi giudiziarie nei confronti del signor Ranieri e di chi riprenderà le sue affermazioni". In serata presa di posizione anche del governatore della Puglia, Nichi Vendola, che parlando dell'Ilva a Otto e mezzo ha detto: "Sono perplesso sul decreto di cui discueteremo domani con il governo. Se il decreto facesse riprendere la produzione esautorando il lavoro della magistratura sarebbe un fatto grave e forse incostituzionale".


Update ore 19.45
Sono state sospese e riprenderanno domani mattina le ricerche dell'operaio disperso in mare a seguito del crollo della gru che stava pilotando. La decisione è stata presa dalla Capitaneria di Porto di Taranto per l'oscurità e le cattive condizioni meteorologiche. E proprio con un pensiero al ragazzo, un giovane di ventinove anni, ha aperto il suo comunicato ai dipendenti dell'azienda il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante: "Con l'angoscia per un lavoratore che è ancora disperso, grazie a tutti i lavoratori dello stabilimento Ilva di Taranto per la grande competenza, tempestività ed efficienza con cui hanno reagito in questa giornata drammatica". In tutto sono 24 gli operai rimasti feriti nel grave incidente di oggi: 4 sono stati medicati all'ospedale Santissima Annunziata di Taranto, mentre gli altri 20 nell'infermeria del siderurgico.

Per quanto riguarda invece la chiusura dell'Ilva, i sindacati hanno confermato lo sciopero di domani, ma hanno annullato la manifestazione prevista a Roma sotto Palazzo Chigi. Atteso, sempre nella giornata di domani, un incontro del Governo con le parti sociali, gli enti locali e il presidente Ferrante per discutere della riapertura degli impianti tramite l'approvazione di un decreto che prevede il dissequestro delle acciaierie - indipendentemente da quanto disposto dalla magistratura - e la possibilità per l'Ilva di proseguire l'attività per 24 mesi, a decorrere dall'entrata in vigore della disposizione, sulla scorta dell'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata lo scorso 26 ottobre. "Dobbiamo fare in modo che in questo stabilimento, senza che chiuda, ci sia il recupero delle condizioni ambientali compatibili con la salute e che non si mandino al macero 20.000 posti di lavoro. Non possiamo permettercelo e non è accettabile per queste persone", è stato l'auspicio del ministro del Lavoro, Elsa Fornero.

La bozza del decreto stabilisce che "la responsabilità della conduzione degli impianti dello stabilimento Ilva di Taranto resta, anche ai fini dell'osservanza di ogni obbligo, di legge o disposto in via amministrativa, inerente il controllo delle emissioni, imputabile esclusivamente all'impresa titolare dell'autorizzazione all'esercizio degli stessi sotto il controllo dell'autorità amministrativa competente", fissando dunque anche le competenze, gli obblighi e gli oneri relativi all'attività di bonifica. Una disposizione che tuttavia non trova d'accordo gli ambientalisti, che hanno definito un "grottesco capolavoro" il fatto che "il soggetto che dovrà controllare le emissioni del Polo siderurgico è l'azienda stessa".

Il maltempo che sta mettendo in ginocchio il Centro-Nord è arrivato anche al Sud: sull'Ilva di Taranto, già nella bufera per la chiusura dello stabilimento annunciata dalla dirigenza, si è abbattuta in mattinata una tromba d'aria che si è sollevata dal mare e ha investito in pieno l'azienda. Il vortice ha provocato il black-out totale degli impianti di lavorazione della ghisa e le cokerie. L'incidente è apparso da subito grave, imponendo l'ordine di evacuazione prima di molti reparti, poi dell'intero stabilimento.

Tromba d'aria su Taranto: guarda il video

Le immagini della tromba d'aria hanno mostrato una parte del complesso siderurgico avvolto da una nube nera e fiamme: un fulmine ha colpito una torre alta circa 80 metri, provocando la caduta dall'alto di diversi quintali di cemento. E' scoppiato anche un incendio che avrebbe coinvolto l'area a caldo. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco e le autorità di pubblica sicurezza.

Il bilancio dei danni alle persone è ancora incerto, ma fonti sindacali parlano di almeno 4 operai scaraventati giù dalle gru e dispersi in mare. Sarebbero circa venti i feriti tra i lavoratori, mentre non si hanno notizie di vittime. La tromba d'aria ha provocato anche un incidente fuori dall'Ilva: un autobus con passeggeri a bordo si è capovolto davanti alla portineria dello stabilimento un camion di mobili si è ribaltato al centro della carreggiata.

L'area è completamente evacuata e si cerca di capire se sussiste il pericolo di fuga di sostanze chimiche, nonostante le condutture siano state messe in sicurezza. L'esplosione sarebbe avvenuta proprio nell'area dell'ossigeno. L'azienda ha diramato una nota in cui spiega la situazione degli impianti: "Alle 10 e 30 circa tromba d'aria dal mare che è passata prima ai moli e poi sull'intero stabilimento Ilva. Crollati un Capannone all'imbarco prodotti e la torre faro, crollato il Camino delle batterie uno e tre. Sono mobilitati tutti i mezzi di soccorso dello stabilimento, vigili del fuoco e Ambulanze, e stanno convergendo anche i mezzi di soccorso cittadini e provinciali, vigili del fuoco e 118. Al momento non si hanno notizie di infortuni. Lo stabilimento sta mettendo in atto tutte le procedure che in questi casi di emergenza generale vengono adottate".

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