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Immigrazione, scontri al Cie di Ponte Galeria a Roma

  • LaPresse

Al Cie di Ponte Galeria a Roma, nella notte tra venerdì e sabato scorso, si sono registrati scontri e proteste. Secondo quanto riportato dalle diverse agenzie di stampa, alcuni immigrati hanno dato fuoco a dei materassi mentre altri hanno tentato la fuga, ma senza riuscirci. Sembra che nel corso dell'agitazione, andata avanti per tre ore, siano rimasti feriti undici poliziotti. Alcuni immigrati, infatti, avrebbero lanciato contro gli agenti di polizia bottiglie e altri oggetti.

Secondo quanto si è appreso, poco prima della mezzanotte quattro immigrati algerini sono riusciti ad oltrepassare il varco del Cie. Subito è scattato l'allarme ed immediato è stato l'intervenuto del Reparto Mobile della Questura di Roma, che è riuscito a riprendere gli immigrati che hanno tentato la fuga. Una volta riportati dentro, però, si è scatenata una rivolta.

A fornire un'altra versione dei fatti il deputato democratico Andrea Sarubbi. Attraverso il suo blog, Sarubbi non ha parlato solo dei poliziotti feriti, ma anche degli immigrati feriti. Facendo notare che di essi non ha parlato nessuno, se non i canali che si occupano della cosiddetta controinfornazione.

Sarubbi si è recato di persona al Cie di Ponte Galeria per verificare con i propri occhi la situazione. Ciò che ha potuto constatare lo ha raccontato proprio attraverso il suo blog, ricostruendo la storia. Sarubbi ha scritto: 'In settimana arrivano da Milano al Cie dieci immigrati algerini, che rifiutano di essere identificati: non vogliono parlare neppure con il console, che va a visitarli. Uno di loro ha problemi fisici e viene portato all'ospedale Grassi di Ostia, dove tenta subito la fuga: si nasconde in un controsoffitto, ma poi crolla per terra e si fa pure male. Gli altri cercano di scappare ieri sera, verso le 23.30: in 6 si arrampicano su corde fatte con le lenzuola e scavalcano le sbarre, ma in 5 vengono ripresi immediatamente, mentre uno riesce a fuggire'.

Il parlamentare ha poi spiegato che quando i cinque fuggitivi vengono riportati all'interno del Cie, nella struttura scoppia il 'finimondo'. A tal proposito Sabubbi ha scritto: 'I detenuti segano una sbarra, si introducono nell'area archeologica e prendono delle pietre, che spaccano e cominciano a tirare contro gli agenti. A questo punto, le versioni sono due: quella delle forze di sicurezza dice che i 5 vengono messi in una stanza nell'attesa che il personale riesca a identificarli, senza che nessuno tocchi loro un dito; quella degli algerini dice che i poliziotti li picchiano duramente, arrivando addirittura a schiacciare con un piede la testa di uno di loro. 'Lo hanno fatto davanti alle donne, per umiliarci', dice qualcuno, ma nel reparto femminile cerco conferme e non ne ottengo. Vedo però le ferite, le fasciature, i riconoscibilissimi segni del manganello, e uno di loro chiede di fare una radiografia perché mi racconta di aver vomitato dopo aver preso un violento pugno in pancia: insomma, qualcosa è successo davvero'.

Il deputato ha però sottolineato il fatto che mancano le prove e che 'quando si tratta di parola-contro-parola sappiamo tutti che non è facile venirne fuori'. Sarubbi ha quindi fatto sapere che neanche la polizia scientifica ha scattato una foto agli immigrati feriti quando è andata a fotografare i danni provocati dalla rivolta. L'impressione che il parlamentare ha avuto è quella di una completa inosservanza dei diritti umani e si è domandato: 'Possibile che un Paese civile, storicamente impegnato nella difesa dei diritti umani, scenda ad un livello così basso di umanità in nome del legittimo bisogno di sicurezza? Possibile che in una parte dell'Europa badanti e muratori in nero con il permesso di soggiorno scaduto vengano trattati peggio di un attentatore che in un'altra parte d'Europa ha compiuto una strage?'. Sarubbi ha così concluso: 'Perché il carcere di Halden, sia ricordato per inciso, rispetto al Cie di Ponte Galeria è un residence per famiglie'.

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