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Incendio liceo Socrate Roma per due bocciature: si costituiscono quattro studenti

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Sono quattro alunni del liceo Socrate di Roma i responsabili del devastante incendio che ha provocato danni all'edificio scolastico per centinaia di migliaia di euro: quello che era sembrato inizialmente un gesto di stampo politico, contro uno degli istituti all'avanguardia per i suoi progetti di lotta all'omofobia e al razzismo, sarebbbe in realtà la tremenda ritorsione di studenti bocciati proprio al Socrate.

Si sono costituiti in quattro, tra cui due minorenni, confessando di aver progettato e realizzato l'incendio che ha danneggiato diverse aule del primo piano rendendole inagibili e distruggendo apparecchiature e strumentazioni. I quattro hanno meditato vendetta in una serata trascorsa in spiaggia a bere, dopo che due di loro sono stati bocciati (uno per la seconda volta consecutiva): per questo hanno pensato al gesto eclatante di dare fuoco al liceo classico. Una ritorsione che poi gli è sfuggita di mano, visto il rogo di proporzioni enormi che ha distrutto parte dell'edificio.

I piromani del Socrate si sono costituiti dopo quattro giorni: accompagnati dai genitori e dai legali in Prefettura a Roma, hanno confessato di aver appiccato il fuoco nella notte tra il 12 e il 13 luglio alla scuola della Garbatella. Un atto vandalico compiuto per la rabbia di essere stati bocciati, senza alcuna implicazione di stampo ideologico: "La politica non c'entra" avrebbero detto agli agenti durante la confessione.

L'ipotesi di una vendetta contro la scuola per eventuali bocciature era stata avanzata solo nelle ultime ore: le indagini degli inquirenti si erano infatti concentrate inizialmente su piste a sfondo politico, visto che il Socrate è stato sempre in prima linea su temi delicati come l'omofobia e proprio per questo negli ultimi mesi si erano moltiplicati gli atti vandalici contro la scuola (sui muri erano apparse scritte omofobe, facendo pensare che anche l'incendio fosse un legato a bande di estrema destra).

Una situazione, quella del Socrate, che ha visto in prima linea anche il neosindacoIgnazio Marino, in difesa della scuola pubblica e del suo ruolo sociale, ma soprattutto dei progetti dell'istituto che ne fanno una bandiera della legalità e dei diritti. Oggi la confessione degli studenti che esclude moventi di tipo politico, ma che fa comunque riflettere. Intanto il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, che ha visitato il liceo classico dopo il rogo, ha auspicato una riapertura in tempi relativamente brevi e prima dell'inizio del prossimo anno scolastico: "Da parte di tutte le istituzioni c'è l'impegno affinchè il 2 settembre riapra la scuola a tutti gli studenti. Siamo certi che i lavori termineranno entro quella data".

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