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Incidente aereo nel Sud Sudan, precipita cargo russo: 40 morti, l'Antonov era appena decollato

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Sono almeno 40 le vittime, secondo i primi bollettini ufficiosi arrivati dal Sud Sudan, del disastro aereo che ha provocato una strage di passeggeri (due i superstiti al momento) che si trovavano all’interno dell’Antonov russo decollato dallo scalo di Juba nel sud del Paese africano.

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Secondo gli aggiornamenti forniti in tempo reale dall’emittente locale "Radio Miraya", sul velivolo precipitato da 800 metri di altezza pochi minuti dopo il decollo c’erano diversi bambini, forse sette stando ai media sudanesi: è giallo sull’eventuale coinvolgimento nell’incidente di altre persone a terra, oltre i viaggiatori presenti a bordo del cargo.

I cadaveri finora rinvenuti sul luogo della tragedia potrebbero essere il doppio rispetto al numero complessivo di passeggeri ed equipaggio dell’aereo russo diretto a Paloich (località situata nella regione dell’Alto Nilo) e caduto per motivi ancora da stabilire, ma sarà il governo del Sud Sudan a fare chiarezza sul bilancio delle vittime nelle prossime ore.

Immediato il collegamento, ipotizzato sia dagli organi d’informazione internazionali che dalla maggioranza degli utenti della rete alla notizia dell’incidente all’Antonov, tra l’episodio avvenuto oggi e il disastro del Sinai costato la vita a oltre 200 passeggeri e personale di volo della compagnia "MetroJet" di nazionalità russa lo scorso 31 ottobre.

(Aereo russo cade nei pressi dello scalo di Juba: tragedia nel Sudan. Guarda il video)

Torna ad aleggiare, anche oggi, l'atroce sospetto di un’azione organizzata di terrorismo portata avanti miliziani dell’Isis come ritorsione per attacchi in Siria dell'esercito di Putin a sostegno del regime di Assad.

La raccolta dei rottami del velivolo precipitato nei pressi dell’aeroporto di Juba è appena iniziata (insieme al recupero delle salme) e soltanto dall’esame dei reperti con analisi di ciò che resta della scatola nera potranno arrivare elementi utili all’inchiesta sulle cause dell’incidente.

Intanto Mosca deve fare i conti con un rischio molto concreto di psicosi generalizzata per il pericolo di attentati sanguinari contro la Russia ad opera di cellule dello Stato Islamico sparse per tutto il mondo, pericolo sul quale al momento vige la massima prudenza al Cremlino nonostante le ultime inquietanti notizie in arrivo da Egitto e Sud Sudan.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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