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Incidente aereo malese Ucraina, Kiev attacca: "Tanti corpi di bambini". Ma è giallo sul video che accusa Mosca

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Il tragico bilancio dell’esplosione in volo all’altezza di Torez in Ucraina di un aereo di linea diretto da Amsterdam a Kuala Lumpur, ha scatenato un acceso scambio di accuse tra Mosca e Kiev, con la comunità internazionale sullo sfondo decisa a chiedere verità e giustizia per quanto accaduto ai passeggeri del Boeing 777 della Malaysia Airlines MH17.

Corpi carbonizzati e resti dell'aereo di linea malese abbattuto in Ucraina, le foto

Tutti morti carbonizzati i presenti a bordo del velivolo, in totale 298 persone di cui 15 membri dell’equipaggio e il resto cittadini di diversi Paesi in viaggio, in prevalenza di nazionalità olandese ma anche australiani, statunitensi, indonesiani, inglesi e francesi.

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A parlare di azione militare da attribuire ai separatisti filorussi che controllano una buona porzione del territorio in cui è avvenuto l’incidente sono stati per prime le autorità ucraine, intenzionate a dimostrare il coinvolgimento della Russia in un episodio destinato ad incidere profondamente sulle sorti del conflitto che da mesi flagella quell’area geografica, rivelatasi strategica per gli equilibri internazionali da diversi anni a questa parte e perciò contesa da opposte fazioni.

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In sostegno delle tesi che vorrebbero miliziani separatisti e Mosca sul banco degli imputati, Kiev ha diffuso un video che riferirebbe di conversazioni riservate tra il leader dei filorussi Igor Bezler e capi dell’intelligence di Putin, ai quali sarebbe stata rivolta la frase “abbiamo abbattuto un aereo, dovrebbero sapere che qui c’è una guerra.

Sull’autenticità delle presunte intercettazioni pubblicate stamattina su Youtube e tradotte dal quotidiano ucraino Kyiv Post, però, ci sono forti dubbi, anche perché le circostanze menzionate nel colloquio telefonico appaiono per certi versi tutt’altro che univoche e trasparenti. Si parla, tra le altre cose, di numerosi corpi di donne e bambini rinvenuti nel luogo dell'abbattimento, senza tuttavia riferimenti spazio-temporali particolarmente attendibili.

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Una delle due scatole nere dell’aereo caduto a Torez sembra sia stata trovata nelle ultime ore dai ribelli anti-governativi della regione di Donetsk, pronti a consegnare l’importante apparecchiatura a Mosca per consentirne la lettura dettagliata, mentre dall’altra parte il presidente dell’Ucraina Poroshenko continua ad assicurare la presenza di “prove schiaccianti” sulla complicità dei servizi segreti russi nella distruzione del Boeing 777 malese.

Secondo i massimi responsabili dell’esercito ucraino, i radar dei ribelli filo-russi avrebbero scambiato il velivolo civile per un mezzo di rifornimento delle forze militari di Kiev (volo Iliushin 76), indicando alla contraerea le coordinate per l’abbattimento tramite missile Buk terra-aria a lunga gittata.

Argomentazioni confutate radicalmente dagli insorti, che negano ogni responsabilità sull’accaduto respingendo al mittente l’accusa sulla base della constatazione che tale sofisticato tipo di arma, capace di una gittata di 30 km e di una tangenza massima sui 14 mila metri di altezza, sarebbe esclusivamente in possesso del governo dell’Ucraina.

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Intanto la Nato e l’Unione Europea, all’unisono col capo dell’esecutivo della Malesia, si sono ufficialmente dichiarati a favore di una immediata inchiesta a livello internazionale sulle cause del disastro, da svolgere in tempi brevi e sotto la supervisione di organismi indipendenti.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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