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Incidente Stefano e Cristian De Amicis, il pirata della strada: "Non ricordo nulla, solo un botto"

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Non ricorda nulla o quasi il cittadino rumeno protagonista dell'incidente mortale sulla Nomentana, costato la vita a Stefano De Amicis e al figlio di 7 anni Cristian martedì scorso, la sera della partita Roma-Bayern Monaco.

Tragedia dopo la sfida di Champions Roma-Bayern: morti in strada padre e figlio

La mente dell'automobilista alla guida della Tigra scontratasi con lo scooter nella tristemente nota curva della Madonnella è rimasta a lungo annebbiata, almeno fino al ricovero in ospedale, prima del quale l'operaio avrebbe pronunciato davanti ai sanitari del 118 la frase “ho sentito solo un botto enorme, poi c'è stato il buio”.

Obbligato, per quanto straziante coinvolgendo una giovane vita straziata da un tragico incidente, il passo degli inquirenti laziali che hanno disposto l'autopsia su entrambi i corpi, al fine di aggiungere un elemento concreto per le indagini sulla morte delle due persone travolte dall'auto in velocità nella notte del 21 ottobre scorso.

(Incidente sulla Nomentana dopo Roma - Bayern Monaco, muoiono padre e figlio)

Sembra, da quanto riportato dalla stampa locale nelle ultime ore, che vi siano testimonianze di conoscenti delle vittime sulla dinamica dei fatti, a partire dalla coppia di origine rumena a bordo della Tigra in tragitto sulla grande arteria di collegamento della periferia di Roma.

I rilievi dei militari dell'Arma sul luogo del sinistro forniranno materiale utile all'inchiesta, anche se sono altre le prove che i magistrati stanno cercando dal giorno dopo dell'incidente muovendosi a 360 gradi nella speranza di acquisire certezze investigative sul conto del giovane rumeno incolpato della morte di Cristian e Stefano De Amicis e per il momento ricoverato al Pertini di Roma con una prognosi di venti giorni.

Nell'attesa che le perizie tecniche richieste dal procuratore capo di Tivoli Luigi De Ficchy e dal pm Giuseppe Mimmo vengano effettuate e rese note, gli abitanti del quartiere dove risiedevano il piccolo Cristian e il padre Stefano si sono stretti idealmente alla famiglia De Amicis, così come i rappresentanti della comunità rumena della Capitale, sconvolti e commossi dalla tragedia della via Nomentana ma allo stesso tempo fermi nel precisare che “le responsabilità per l'episodio sono strettamente individuali”.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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