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Infermiere bulgare liberate in cambio di missili

Un accordo per la fornitura di armi da parte della Francia e la decisione di un tribunale britannico di autorizzare la presentazione di un ricorso contro la condanna all'ergastolo dell'agente libico giudicato responsabile per la strage di Lockerbie. Sono stati questi i termini della trattativa che ha consentito il successo diplomatico di Sarkozy in Libia permettendo la liberazione delle cinque infermiere bulgare e del medico palestinese detenuti da otto anni con l'accusa di aver infettato centinaia di bambini con il virus Hiv.

Lo afferma in un'intervista a Le Monde Seif al-Islam Gheddafi, figlio del leader libico. Al centro dell'accordo ci sarebbe la fornitura da parte della Francia di missili anticarro Milan per circa 100 milioni di euro, il progetto di una fabbrica di armi per la produzione e manutenzione di materiale militare, nonché la posizione giudiziaria di Ahbdel Basset Ali al-Megrahi, l'agente libico che dal 2001 è rinchiuso in un carcere di Glasgow, in Scozia, per le sue responsabilità nell'abbattimento, nel 1988, di un Boeing 747 della Pan Am, che esplose sopra la cittadina di Lockerbie provocando 270 morti. "Per la liberazione dei detenuti non c'è stata alcuna contropartita" ha ribadito il presidente francese Nicolas Sarkozy.

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