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Ipertensione, attenzione se si è religiosi

Secondo uno studio condotto da studenti di medicina della Loyola University Chicago Stritch School of Medicine e presentato lo scorso 30 aprile in occasione della riunione della Society of Teachers of Family Medicine di New Orleans, essere religiosi aumenterebbe la probabilità di avere l'ipertensione.

Se studi precedenti hanno dimostrato che chi frequenta le funzioni religiose della settimana o partecipa alle attività ecclesiastiche può avere in generale migliori condizioni di salute. Ora uno studio rivela il contrario.

Gli studi precedenti si sono focalizzati soprattutto sulla partecipazione fisica, quindi sul fatto di uscire di casa e fare parte di una comunità. Tutte attività che stimolavano comunque l'organismo. Adesso, lo studio di Loyola ha posto l'attenzione sul piano spirituale e ha notato che chi è più religioso è anche il meno sano dal punto di vista della pressione sanguigna.

L'ipertensione è un disturbo della circolazione sanguigna caratterizzato dall'aumento stabile della pressione arteriosa, ossia della forza esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. La pressione sanguigna è dovuta alle pulsazioni del cuore, che normalmente generano una spinta, o pressione, sufficiente a far scorrere il sangue in tutto il corpo. In caso di ipertensione, invece, tale spinta è superiore alle normali esigenze dell'organismo.

 (foto © LaPresse)

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