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I-Phone, 5 opinioni

I suoi keynote (discorsi, relazioni, presentazioni) esaltano, stupiscono, suscitano invidie, spaccano l'opinione pubblica, creano tendenze, indirettamente cambiano la vita di milioni di persone. Steve Jobs, gran capo della Apple, ha presentato ieri a San Francisco (qui il video completo del suo intervento e qui alcune foto dell'evento) l'I-Phone, un telefonino, video, lettore di mp3 e chi più ne ha più ne metta.
Quelle che seguono sono le segnalazioni di 5 opinioni sull'evento e sul nuovo prodotto, tratte da blog italiani.
Il fatto che, ieri, sia stata depennata dalla ragione sociale la parola "Computer" lascerebbe intendere una risposta affermativa. Andando un poco più a fondo, tuttavia, si può carpire qualcosa di più preciso.
Fino ad ora, per Apple, il Mac è stato il figlio prediletto, la cui crescita andava incentivata con ogni mezzo. Per quasi 5 anni tutto il markenting di iPod è stato orientato all'effetto halo, ovvero è stato sfruttato come cavallo di troia per entrare nelle case degli utenti PC e convincerli a passare a Mac.
Da ieri non è e non sarà più così. iPod e iPhone penseranno solo a se stessi e, di conseguenza, i Mac dovranno crescere senza aiuti esterni.
E' questa la vera essenza del cambio di nome, da Apple Computer Inc. a Apple Inc. La società di Cupertino ha dovuto, giocoforza, adeguarsi al successo dei propri prodotti e crescere anche come struttura societaria.

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L'iPhone non è altro che internet e il mac che prendono possesso del telefono. E' una svolta di quelle che si sentono. Ci vorranno da sei mesi a un anno prima che esca. Ma farà effetto.
Il punto è questo. Si sapeva da anni che internet doveva invadere il cellulare: non era successo finora a causa di un atteggiamento timoroso dei produttori tradizionali di telefonini e di un vero e proprio terrore degli operatori. Perché internet può cambiare molto il loro business. Ma ormai la situazione è matura. Durante il discorso di Jobs, sono apparsi sul palco sia Eric Schmidt, capo di Google, che Jerry Yang, fondatore di Yahoo!: gli internettari più importanti del mondo sono andati a rendere omaggio all'uomo che finalmente li porta sul serio sul cellulare.
Il problema?
Gli operatori. Accettare l'iPhone significa cambiare le offerte. Sbarazzarsi o quasi dei portali tipo iTim e Vodafone Live. Cambiare modello di business. Abbassare le pretese sui margini operativi. Gli operatori hanno resistito finora. E sono riusciti a tenere a freno i tentativi di innovazione di Nokia, Motorola o Microsoft. Ma non potranno resistere per sempre. E poi arriveranno gli operatori mobili virtuali anche in Europa. E questo avrà un impatto. Forte.

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Quello che ci chiediamo è però se Apple ha il monopolio mondiale degli esperti di design e, come dicono quelli che parlano bene, usability, oppure se semplicemente gli altri, tutti gli altri produttori non sanno guardare e usare i prodotti. Perché questo Iphone, che ovviamente è bellissimo e innovativo e cambierà molto anche nelle offerte degli operatori (Internet, quella vera, finalmente!), in qualche modo esiste già: ci sono cose simili in commercio da un po’. Ma appunto solo simili. Banalizziamo: ma non sarà che questo Iphone, come l’Ipod e molti altri prodotti Apple (da oggi non più Apple Computer), ha qualcosa di femminile, che gli altri non hanno? Pensiamo anche ad altri oggetti tecnologici che stanno entrando, o tentano di farlo, nelle nostre case: sono avveniristici, ma - come dirlo con un giro di parole - brutti. Spigolosi, aggressivi, duri. Ribanalizziamo: forse prodotti molto maschili?
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Vi ricordo i “perché no”, visto che i “perché sì” (le features) li ho già elencati sopra. Anzi, lo fa direttamente Jupiter Research, che ha analizzato molto bene l’iPhone, con in più qualche mia aggiunta:
- fragile, condannato ad una vita in una custodia ermetica e quindi molto scomodo e poco immediato da usare, visto che è “imprigionato” dentro qualcos’altro.
- schermo tattile destinato a consunzione, macchie e usura, non intercambiabile. - E lo si usa con le dita…
- batteria non rimuovibile - questa è gravissima, contando che dopo un tot di tempo le batterie di un prodotto mobile schiattano (e non sono certo già della durata di base delle batterie dell’iPhone, figuriamoci ora che so che non si possono cambiare…)
- nessun software di terze parti installabile (cioè il prodotto è così e non si aggiunge nulla) - questa è ancora più grave, di fatto non è uno smartphone, ma un cellulare multimediale con alcune funzioni integrate. Ciò significa niente lettore RSS integrato, per esempio, niente giochi, niente programmi nuovi, niente GPS, niente Skype, niente Instant Messaging, niente VOIP!!!
- niente 3G, cioè niente CDMA o UMTS: in Italia si va via EDGE se si ha TIM, oppure a velocità patetiche via GPRS, in assenza di Wi-Fi liberi
- nessuna sincronizzazione via Wi-Fi o interazione via Wi-Fi con iTunes (e chi se ne frega :-) )
- memoria non espandibile e nessuno slot per memorie flash esterne
- nessuna compatibilità con gli attachment di Microsoft Office, che pure rimane un software che gira anche sui Mac, no? - direi che questo chiude il capitolo iPhone. Non apre gli allegati, i documenti Word, i file Excel. E non si possono installare client esterni nè per visualizzare nè, ovviamente, per editare i documenti di Office.

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Apple in fondo non fa altro che fare cose più belle, più semplici da usare, più intelligenti, più leggere, più accessibili, in anticipo di al massimo quattro o cinque anni e non di più, più funzionali, più comode, più trendly, più sottili, più intercompatibili, più leggere, più intuitive, più fighe, che funzionano meglio, e che sarà mai. Sono solo dei furbastri del marketing. E tutti voi lì a dire WOW. E poi ‘sta storia che se lo giri lo schermo gira… in fondo, anche la ruota…
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